L’addio al Diagonal, mobili e cimeli in vendita: “Frammenti di una vita nelle case di clienti storici”

I titolari, Davide Fabbri e Filippo Maitan. Il locale di viale Salinatore, a Porta Schiavonia, aprì nel lontano 1995: lascerà spazio a un Despar (Frasca)
Forlì, 29 luglio 2026 - Il tutto non si può ridurre alla somma delle sue parti, lo sapeva già Aristotele. E infatti il Diagonal Loft Club – il locale di viale Salinatore che venerdì chiuderà i battenti per lasciare, suo malgrado, spazio alla costruzione di un Despar – è molto più dell’arredamento che ne riempie gli ambienti, ed è anche più degli ambienti stessi. Per ciascuna delle persone che l’ha frequentato, dal 1995 in poi, è stato qualcosa di diverso, di unico e di irripetibile: il luogo dove si sono formate coppie, consolidate amicizie, dove si sono asciugate le lacrime, dove si è scoperto un musicista nuovo, dove si è realizzato il sogno di ascoltare dal vivo quello più amato. E molto altro ancora. Nulla di riducibile a un oggetto, eppure, allo stesso tempo, un oggetto può farsi simbolo e diventare una piccola capsula del tempo dove custodire ciò che tra poche settimane non ci sarà più.
Ecco perché l’idea dei titolari di lanciare un mercatino (“alcuni lo chiamano ‘mercatino dei ricordi’”, raccontano i titolari, Davide Fabbri e Filippo Maitan) sta riscuotendo un grande successo. L’iniziativa, partita lunedì sera, proseguirà fino alla grande festa finale di venerdì, in orario di apertura (e anche oltre). “Il nostro – spiega Fabbri – è stato un tentativo di disseminare nelle case della nostra gente, di chi negli anni ha frequentato il Diagonal, qualcosa che possa ricordargli l’esperienza che ha vissuto qui dentro portandosi dietro un pezzetto di questo luogo, che sia una pianta, un bicchiere o una lampada”. Gli oggetti sono protagonisti, ma in realtà sono soprattutto il conduttore attraverso il quale passa la scarica adrenalinica della memoria.

Il locale di viale Salinatore, a Porta Schiavonia, aprì nel lontano 1995: lascerà spazio a un Despar (Frasca)
“Questa fase finale del locale – prosegue Fabbri – diventa interessante perché, vissuta in questo modo, diventa quasi una perfomance artistica: il Diagonal viene smantellato mentre le persone continuano a viverlo fino all’ultimo istante”. Se diversi mobili sono già stati venduti come arredo per altri locali, alcuni anche forlivesi, altri andranno rigorosamente a privati: “Dei tavoli siamo un po’ gelosi perché furono realizzati nel 1995 espressamente per questo luogo e non vorremmo che finissero in un pub o in un ristorante: preferiamo che vadano a clienti che li useranno nelle loro case. Alcuni sono già stati venduti”. E si vocifera che uno si trovi già nell’appartamento di una coppia che si è conosciuta proprio al Diagonal.

Il locale di viale Salinatore, a Porta Schiavonia, aprì nel lontano 1995: lascerà spazio a un Despar (Frasca)
Tra gli oggetti più apprezzati ci sono radio, tv e lettori per vinili non più funzionanti, alcuni acquistati per il loro valore estetico, altri nella speranza di poterli riaggiustare. Già piazzati anche alcuni divani i cui segni di usura non sono un difetto, ma, proprio come le rughe sul viso di chi ha tanto sorriso, sono testimoni di una vita intensa, che ora spera in un nuovo capitolo. Altri oggetti, come quelli che vengono usati per la conservazione o la preparazione di cibi e bevande, non potranno essere venduti a locale aperto: i titolari organizzeranno qualche momento successivo per tutto quello che rimarrà invenduto in questi giorni.
“Questa – sottolineano i titolari – è anche una buona pratica perché fa sì che i clienti ci diano una mano nello sgombero, trasformando in un’occasione quello che per noi sarebbe un problema. Non intendiamo questo momento come una compravendita, ma come un atto che va contro la logica del consumo”. Un’azione ancora più radicale se si pensa che al posto del Diagonal sorgerà proprio un supermercato.
Il ‘mercatino dei ricordi’ diventa anche un’occasione per incontrarsi di nuovo anche con frequentatori del passato: “Lunedì sera – raccontano i titolari – è arrivato un ragazzo che non vedevamo da un po’, ha ordinato un drink e l’ha consumato in silenzio, poi, una volta finito, ci ha salutato ringraziandoci per tutto quello che avevamo fatto in questi anni. È stato un momento molto intenso. Sappiamo che in tanti sentono già la mancanza del Diagonal. Noi? Per ora non abbiamo ancora avuto tempo di fermarci a pensare, il senso di perdita arriverà dopo”.
Venerdì, nella serata della festa finale, il gettone per i drink sarà una fiche arancione con sopra stampato il logo del Diagonal: a fine serata lo si potrà portare con sé e conservarlo: “Non avrà più un valore economico, ma solo sentimentale”. E, in fondo, è quello che conta di più.