L’addio ad Alessandro Plozza, in migliaia in Basilica a Tirano: “Sempre in campo con te”
Il diciottenne, morto in un incidente, era portiere dei giovani della Tiranese calcio. Don Stefano: “Era un ragazzo buono, altruista, generoso e premuroso”

La maglia di Alessandro Plozza la numero uno e i compagni di squadra commossi schierati sul sagrato

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Tirano (Sondrio) – "Ogni volta che entreremo in campo siamo sicuri che tu sarai lì con noi a darci la mano. Correremo ancora con te e per te”. La promessa è quella con cui termina la lettera dei compagni di squadra della formazione Juniores dell’U.S. Tiranese, la società che ha ospitato la camera ardente, la società i cui colori spiccavano ieri sul sagrato e dentro il Santuario della Madonna di Tirano, troppo piccolo per contenere tutti coloro che hanno voluto salutare Alessandro Plozza e i suoi 18 anni per sempre.
Il dolore di famiglia e amici
La bara di Ale, il portiere, è passata, portata a spalle dai compagni, attraverso due ali di calciatori in divisa, quella bara in legno chiaro su cui in moltissimi nei giorni scorsi hanno voluto scrivere un messaggio. A partire da Ilaria, la mamma: “Sempre e per sempre mi ritroverai”. “Sei il figlio di tutte le mamme” recita la scritta accanto, a dimostrazione di come questa tragedia abbia scosso anche i genitori, risvegliato la consapevolezza che la vita può cambiare in un istante e nessun istante vada, dunque, dato per scontato.

Lo striscione
Uniti nel segno di Ale
Dall’incidente sulla Statale 38 a Villa di Tirano della sera di mercoledì della scorsa settimana a ieri, per la famiglia Plozza sono stati giorni lungo i quali l’estremo dolore si è intrecciato ad altrettanto amore, vicinanza nella sofferenza, compassione nel senso letterale del termine latino e greco, ovvero comunanza di patimento. Dopo la fiaccolata dal Parco delle Torri allo stadio comunale di giovedì sera cui hanno partecipato almeno 1.500 persone, l’impressione è che ieri fossero altrettante, se non addirittura di più. Un’atmosfera straziante, soprattutto perché leggere la sofferenza sui volti dei più giovani è quasi innaturale. Non è quella l’età per piangere un amico, non dovrebbe esserlo, almeno.
"Un ragazzo generoso e premuroso”
“Una società sportiva è una casa e lo spogliatoio il suo cuore – le parole del direttore sportivo della Tiranese Luca Poncetta –. Quando un pezzo di quel cuore viene a mancare, tutta la casa sente il dolore. Ale era nella nostra casa. È uno di noi e per questo non è andato via…”. Don Stefano Arcara, prevosto di Tirano, ha deciso di leggere il Vangelo del giorno, un brano di Luca. “In questi giorni in molti mi hanno raccontato i pregi di Alessandro, un ragazzo buono, altruista, generoso, riconoscente, premuroso nei confronti di un amico che aveva avuto un incidente. Un anno, a Natale, aveva chiesto di avere degli amici veri e questi amici veri li aveva davvero trovati”. Sono senz’altro gli stessi che hanno realizzato diversi striscioni apparsi sia sul luogo dell’incidente, che su una tribuna del campo sportivo e nella palestra della Tiranese che ha ospitato la camera ardente. Papà Enrico, al termine della cerimonia funebre, ha trovato la forza di ringraziare tutti coloro che sono stati vicini alla famiglia.
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