Kiwi, polo europeo. Agrintesa punta su tecnologia e sostenibilità

UN INVESTIMENTO INDUSTRIALE da 25 milioni di euro per il nuovo polo europeo del kiwi. Agrintesa ha inaugurato nei giorni...

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UN INVESTIMENTO INDUSTRIALE da 25 milioni di euro per il nuovo polo europeo del kiwi. Agrintesa ha inaugurato nei giorni scorsi il rinnovato e ampliato stabilimento di Castel Bolognese (Ravenna), da oltre 35 anni punto di riferimento della cooperativa per la gestione delle produzioni frutticole, in particolare del kiwi, e da oggi vero centro d’eccellenza a livello europeo per questa referenza. L’intervento, cofinanziato attraverso due fondi Pnrr (il progetto di filiera INTEGRA.AGRI e AGRI.LOG), ridisegna in profondità il sito attivo dal 1990 e ne potenzia capacità di conservazione, lavorazione e logistica attraverso nuove strutture, sistemi di automazione avanzata e una gestione digitale e interconnessa dei processi. Un progetto pensato per accompagnare la crescita delle produzioni dei soci e consentire alla cooperativa di aumentare ulteriormente qualità, efficienza e capacità di servizio ai mercati.

Agrintesa è una delle principali cooperative agricole italiane specializzate nella produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli e vitivinicoli. Oltre il 50% della produzione ortofrutticola viene esportato in 55 Paesi. "Questo investimento – spiega Aristide Castellari, presidente di Agrintesa – nasce dai nostri soci e ritorna ai nostri soci sotto forma di maggiore capacità di valorizzazione delle loro produzioni: dietro queste strutture ci sono migliaia di aziende agricole e famiglie, territori e persone che hanno scelto di credere nella cooperazione. La nostra responsabilità è trasformare questa fiducia in prospettive concrete. È questo, per noi, il significato più autentico dell’innovazione".

Il progetto parte da una filiera strategica per Agrintesa. Il kiwi rappresenta oggi circa il 30% dell’intero paniere ortofrutticolo della cooperativa, con un volume medio annuo di circa 55.000 tonnellate, 3.200 ettari coltivati e 747 aziende agricole socie coinvolte nelle principali aree vocate italiane: Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto. La crescita registrata negli ultimi anni, incluso l’importante impulso sul fronte delle nuove varietà, ha incoronato Agrintesa come punto di riferimento europeo per questa referenza ma, al tempo stesso, ha reso necessario un deciso potenziamento delle capacità di conservazione e gestione della struttura romagnola, punto cardine di una filiera d’eccellenza.

Il nuovo assetto di Castel Bolognese consente di portare la capacità di conservazione e stoccaggio a 308.000 quintali, con un incremento del 54% rispetto al passato. Cuore dell’intervento sono 44 nuove celle in atmosfera controllata, distribuite su una superficie complessiva di 8.100 metri quadrati e in grado di ospitare 108.000 quintali di prodotto. Gli impianti permettono di gestire regimi di conservazione particolarmente evoluti, intervenendo su ossigeno, etilene e principali parametri ambientali per preservare nel tempo le caratteristiche qualitative dei frutti. Per il kiwi giallo la capacità di lavorazione prevista passa da 230.000 a 340.000 quintali annui (+48%), mentre per quello verde da 100.000 a 150.000 quintali (+50%).

"Non abbiamo semplicemente ampliato la struttura: abbiamo ripensato il modo in cui questo stabilimento deve lavorare nei prossimi anni – sottolinea Cristian Moretti, direttore generale di Agrintesa – e produzione, conservazione, movimentazione e informazioni oggi dialogano all’interno di un unico sistema. Questo ci permette di essere più efficienti, più precisi e più sicuri, ma soprattutto di tutelare meglio la qualità del prodotto. Il nostro piano industriale guarda già al prossimo passaggio: entro il 2030 il sito è progettato per arrivare a gestire complessivamente 600.000 quintali di prodotto all’anno ampliando la specializzazione, accanto al kiwi, anche a susine, albicocche e pere Williams".

La trasformazione riguarda l’intera organizzazione del sito. L’area esterna è stata ampliata e razionalizzata con il rifacimento di 23.000 metri quadrati di piazzali e la realizzazione di 10.000 metri quadrati di nuove superfici, mentre la nuova area destinata al ricevimento del prodotto comprende una tettoia in legno da 4.200 metri quadrati.

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