Juve, meno 13 al via, che aspetti?

La Juventus si avvicina al debutto col Frosinone con il mercato ancora incompleto: Lucumì è vicino, ma Spalletti aspetta portiere e centravanti.

Tredici giorni. Il conto alla rovescia verso Frosinone-Juventus del 23 agosto comincia a diventare ingombrante e Luciano Spalletti, pur conoscendo perfettamente le difficoltà del mercato, non può essere completamente tranquillo. La nuova Juve sta prendendo forma, ma mancano ancora tasselli importanti per poter considerare la rosa all'altezza degli obiettivi stagionali. Ne parla in prima Tuttosport. 

Il precampionato ha offerto indicazioni positive e altre decisamente meno rassicuranti. La sconfitta contro l'Inter ha ricordato soprattutto una cosa: questa Juventus ha ancora bisogno di essere completata.

Lucumì verso Torino, ma un difensore non può bastare

Sul fronte difensivo la situazione sembra essere indirizzata. Jhon Lucumì resta il rinforzo individuato per aumentare qualità, fisicità e soprattutto capacità di costruzione dal basso. È un acquisto importante anche per le idee di Spalletti. Il tecnico vuole difensori capaci di giocare, rompere la prima pressione e portare il pallone nella metà campo avversaria senza affidarsi sistematicamente al lancio lungo.

Ma Lucumì, da solo, non può risolvere tutto.

La Juventus deve intervenire almeno in altri due ruoli che rischiano di diventare determinanti già nelle prime giornate.

Il problema del portiere non può essere ignorato

La questione più delicata riguarda la porta. Michele Di Gregorio non ha convinto contro l'Inter e la società sta lavorando da tempo per individuare un nuovo numero uno. Il nome di Zion Suzuki continua a circolare, insieme alle possibili alternative, ma il punto ormai non riguarda soltanto chi arriverà. Riguarda soprattutto quando arriverà. Un portiere non è un calciatore qualsiasi da inserire nelle rotazioni. Deve conoscere i difensori, assimilare i principi richiesti dall'allenatore, capire le distanze della linea e diventare parte integrante della costruzione.

Aspettare gli ultimissimi giorni di agosto comporterebbe inevitabilmente dei rischi.

Davanti manca ancora qualcosa

C'è poi l'attacco.

Kolo Muani ha avuto un buon impatto, mostrando immediatamente caratteristiche che possono diventare preziose per Spalletti. Attacca la profondità, porta velocità e può riempire l'area. Ma lo stesso allenatore ha riconosciuto che nella rosa manca ancora una determinata tipologia di centravanti.

Con una stagione nella quale la Juventus dovrà affrontare campionato ed Europa League, pensare di affrontare tutto con soluzioni numericamente limitate sarebbe pericoloso. Servono alternative e soprattutto caratteristiche differenti.

La società deve quindi capire se accelerare per un'altra punta. Zirkzee resta uno dei nomi attorno ai quali si continua a ragionare, ma il tempo comincia a pesare.

Alajbegovic è la grande sorpresa

In mezzo alle preoccupazioni, però, Spalletti ha trovato qualcosa di molto interessante.

Kerim Alajbegovic sta conquistando spazio e considerazione. Il giovane bosniaco ha mostrato personalità, qualità tecnica e soprattutto quella voglia di cercare la giocata che non sempre si è vista nel resto della squadra.

Contro l'Inter non tutto gli è riuscito, inevitabilmente, ma non è sembrato intimidito dall'avversario o dal contesto.

E questa può diventare una delle grandi notizie dell'estate juventina.

Alajbegovic e Yildiz insieme?

A questo punto nasce anche una suggestione tattica: perché non provare Alajbegovic insieme a Kenan Yildiz?

Spalletti cerca qualità tra le linee, giocatori capaci di saltare l'uomo e soprattutto calciatori che abbiano il coraggio di ricevere il pallone quando la partita diventa complicata. Yildiz rappresenta naturalmente il riferimento tecnico del progetto. Alajbegovic potrebbe progressivamente diventare qualcosa in più di una semplice alternativa.

Immaginarli contemporaneamente alle spalle o intorno al centravanti significherebbe aumentare fantasia e imprevedibilità. Starà a Spalletti trovare gli equilibri necessari, ma la possibilità merita di essere esplorata.

Spalletti può aspettare, il calendario no

L'allenatore comprende perfettamente che il mercato non dipende soltanto dalla volontà della Juventus. Prima di comprare bisogna vendere, ci sono formule da trovare e trattative che coinvolgono più società.