Juve, l’ora di Woltemade in tutti i sensi. Tocca anche a Grabara: "Elastico e morbido"
17 settembre 2026, 07:44
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TORINO - Anche per Luciano Spalletti la formazione titolare da opporre al Nec è un rompicapo. Un rebus da risolvere: le ultime decisioni saranno prese in mattinata, anche perché all’orizzonte c’è pure la difficilissima sfida di campionato contro l’Atalanta con poche ore di riposo a disposizione. La Juve vuole avvicinarsi alla sosta per le nazionali, la più lunga di sempre, con due vittorie convincenti. Con due prove che in qualche modo contribuiscano a cancellare le ferite di Reggio Emilia. È evidente, dunque, che i ragionamenti di Spalletti siano fatti tenendo conto di Europa League e campionato, competizioni che non possono essere trattate come compartimenti stagni. Si parte dal reparto offensivo: il tecnico vuole concedere una chance a Nick Woltemade dall’inizio.
La condizione di Woltemade
Non ha un’intera partita nelle gambe, ma ha bisogno di vederlo all’opera. Vuole capire quanto possa essere affidabile e credibile nel medio-lungo termine. Può prendere il posto di Randal Kolo Muani oppure giocare insieme al francese: ipotesi da non scartare a priori, visto che Spalletti è convinto che possano coesistere. Il tedesco qualche metro più indietro rispetto all’ex Psg, ad agire sulla linea dei trequartisti. Woltemade ci sarà, in ogni caso, con o senza Kolo Muani. Sebbene non venga impiegato da titolare da tantissimo tempo: in partite ufficiali dal 24 maggio, dall’ininfluente sconfitta del Newcastle contro il Fulham all’ultima curva di Premier League. Il gol gli manca dalla settimana prima, precisamente dal 17 maggio nel successo per 3-1 sul West Ham. Ai Mondiali, invece, solo i tempi supplementari contro il Paraguay, coi successivi rigori costati l’eliminazione alla Germania. L’ora di Woltemade sta per scoccare.
Tocca anche a Grabara
Ma non è solo l’attacco a vivere di novità: anche la porta si avvicina ad un avvicendamento normale, fisiologico nell’ottica delle tre competizioni che la Juve vuole condurre da grande squadra. Tra i pali è il momento di Kamil Grabara. E non per demeriti di Guglielmo Vicario: l’italiano ha ben figurato nelle prime quattro partite e in poco tempo è riuscito a fugare ogni dubbio sulla sua affidabilità dopo un anno molto complicato vissuto al Tottenham. Il cambio d’aria, da Londra a Torino, gli ha fatto sicuramente bene. Contro il Nec, però, Grabara avrà un’opportunità importante per dimostrare di meritare la maglia che gli ha consegnato a sorpresa Frederic Massara una volta concretizzato il passaggio di Perin al Palermo. Il polacco, reduce dalla cocente delusione della retrocessione col Wolfsburg (oltre al Mondiale saltato con la Polonia), ha favorevolmente colpito da subito Spalletti.
La fiducia di Spalletti
Non è un caso che Lucio, subito dopo l’approdo di Kamil alla Continassa, abbia speso elogi a profusione: «Volevo chiudere con una considerazione su Grabara, che io considero per valore un vero e proprio titolare bis - come accaduto lo scorso anno: mi sorprende la sua capacità di essere così elastico e morbido, è come se fosse un calciatore in porta, abile a cambiare subito atteggiamento e a saper giocare all’occorrenza anche con i piedi. Riuscire a portare a casa due portieri di questo livello come lui e Vicario non era affatto scontato». Lo disse prima di Juve-Parma e confermerebbe ogni virgola anche oggi. Per questo Grabara è un serio candidato a difendere i pali bianconeri già da questa sera contro il Nec.
TORINO - Anche per Luciano Spalletti la formazione titolare da opporre al Nec è un rompicapo. Un rebus da risolvere: le ultime decisioni saranno prese in mattinata, anche perché all’orizzonte c’è pure la difficilissima sfida di campionato contro l’Atalanta con poche ore di riposo a disposizione. La Juve vuole avvicinarsi alla sosta per le nazionali, la più lunga di sempre, con due vittorie convincenti. Con due prove che in qualche modo contribuiscano a cancellare le ferite di Reggio Emilia. È evidente, dunque, che i ragionamenti di Spalletti siano fatti tenendo conto di Europa League e campionato, competizioni che non possono essere trattate come compartimenti stagni. Si parte dal reparto offensivo: il tecnico vuole concedere una chance a Nick Woltemade dall’inizio.
La condizione di Woltemade
Non ha un’intera partita nelle gambe, ma ha bisogno di vederlo all’opera. Vuole capire quanto possa essere affidabile e credibile nel medio-lungo termine. Può prendere il posto di Randal Kolo Muani oppure giocare insieme al francese: ipotesi da non scartare a priori, visto che Spalletti è convinto che possano coesistere. Il tedesco qualche metro più indietro rispetto all’ex Psg, ad agire sulla linea dei trequartisti. Woltemade ci sarà, in ogni caso, con o senza Kolo Muani. Sebbene non venga impiegato da titolare da tantissimo tempo: in partite ufficiali dal 24 maggio, dall’ininfluente sconfitta del Newcastle contro il Fulham all’ultima curva di Premier League. Il gol gli manca dalla settimana prima, precisamente dal 17 maggio nel successo per 3-1 sul West Ham. Ai Mondiali, invece, solo i tempi supplementari contro il Paraguay, coi successivi rigori costati l’eliminazione alla Germania. L’ora di Woltemade sta per scoccare.