Juve a valanga, Nec travolto: 5-0. La prima gioia di Alajbegovic

Tutto liscio, senza intoppi e senza colpi di scena. Tutto perfetto. Il successo per 5-0 della Juventus contro il Nec (che peraltro tecnicamente vale il primo posto nella classifica d’Europa League dopo i primi 90 minuti), si snoda attraverso un copione lineare alla soglia del banale. Uno di quelli che verrebbero stracciati alla terza pagina (gol) da qualsivoglia casa di produzione, per intendersi, dal momento che il finale lo si può intuire subito-subito.

Ma non è certo il caso di fare troppo gli schizzinosi o gli snob ridimensionando l’importanza di questi primi tre euro-punti, del secondo centro stagionale di Nico Gonzalez, della prestazione da standing ovation di Alajbegovic, del primo gol di Woltemade (su rigore), del primo gol persino di Kolo Muani che la butta dentro personalmente oltretutto dopo aver fornito un assist-gol a Celik. Insomma, un tripudio di buone notizie che contemplano anche il ritorno dell’imprescindibile McKennie in versione capitan (America) e dei cori soddisfatti dei tifosi. Non si sbaglia, insomma, se si guarda alla sfida di ieri sera come ad una sorta di terapia di gruppo con doppio focus: team building e ricostruzione dell’autostima.

Dopo la paradossale e rocambolesca, ma altresì dolorosissima «nasata» (Spalletti dixit) sbattuta contro il Sassuolo, alla Juventus serviva esattamente una vittoria netta e rotonda. Poco importa se non è arrivata contro il Psg ma contro la decima forza del campionato olandese, reduce da una fresca sconfitta per 3-0 contro il Cambuur. E poco importa anche se il primo gol sia arrivato (9’) non già grazie al possesso palla, alla costruzione dal basso, alle sovrapposizioni, alle triangolazioni rapide bensì grazie ad un rinvio teso di Grabara (al debutto) e a una buona giocata di Nico Gonzalez, che salta l’improvvido Polster e firma l’1-0. Brava comunque la Juventus a cogliere l’occasione per mettere subito in discesa la partita, concentrandosi così in scioltezza sui meccanismi del nuovo 3-4-2-1 su cui sta lavorando Spalletti con l’intento di riequilibrare certe dinamiche di gioco. Nello specifico: Kalulu, Gatti (poi toccherà a Bremer) e Lucumì davanti al portiere. McKennie e Celik in corsia (Sarr e Douglas Luiz in mezzo) e trio offensivo con Gonzalez e Alajbegovic a supporto di Woltemade. Al netto della pochezza degli avversari, l’impressione è che ci siano le basi per insistere. Così come l’impressione è che Alajbegovic ci si trovi parecchio a proprio agio, in questo canovaccio: punta l’uomo, combina, segna, svaria. C’è il suo primo gol in bianconero (al 24’, con un destro potente su imbeccata di McKennie) ma c’è anche tutta una serie di belle giocate di talento e personalità.

E pochi minuti dopo Alajbegovic ha modo di festeggiare anche Woltemade (rigore concesso per atterramento di Nico Gonzalez), dunque si capisce che di lì in poi quella che era in teoria una partita di calcio sarebbe diventata una vetrina da sfruttare. Il Nec gioca alto e perde palloni, concede praterie su cui si passeggia con disarmante felicità. Buon per Kolo Muani: che nella ripresa entra, fa segnare Celik (75’) e segna lui stesso in velocità approfittando dell’ennesima uscita scellerata di Polster.

Spalletti è soddisfatto, sollevato. Anche se ben sa che domenica contro l’Atalanta la sceneggiatura sarà verosimilmente diversa. E magari anche il genere: dalla favola Disney si passa al film d’azione.