Jonny Vido muore nell'incidente in barca, il 43enne si schianta nella notte contro la diga: salvo il cugino che era con lui
VENEZIA - Ha vagato nella notte in stato di choc, riuscendo soltanto a dire ad un passante che il cugino era scomparso tra le acque della laguna. Per Jonny Vido, 43enne residente a Pellestrina, non c'era però già più nulla da fare. Il suo corpo è stato recuperato poco dopo le 7 di ieri mattina nelle acque di Ca' Roman, al termine di una complessa operazione di ricerca coordinata dalla Guardia costiera. Il cugino, con il quale conviveva e con cui si trovava a bordo di un piccolo scafo giallo, è invece sopravvissuto all'incidente.
L'allarme è scattato intorno alle 2.50, quando i carabinieri di Pellestrina hanno segnalato alla Capitaneria di porto di Venezia la presenza di un uomo in evidente stato confusionale. Ancora sotto choc, il superstite ha raccontato di essere rimasto coinvolto in un incidente nautico mentre si trovava in barca insieme al cugino, del quale però aveva perso completamente le tracce e non era in grado di spiegare che cosa fosse accaduto.
LE RICERCHE
È partita così la macchina dei soccorsi. La sala operativa della Guardia Costiera ha inviato la motovedetta in servizio a Chioggia a Ca' Roman, assumendo il coordinamento delle ricerche. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco con i sommozzatori, mentre la Guardia di finanza ha fatto decollare un elicottero per sorvolare l'area dall'alto. Alle 4.10 i vigili del fuoco hanno individuato il barchino, uno scafo giallo lungo circa cinque metri, semi-sommerso nello specchio d'acqua di fronte all'isola di Ca' Roman, Del 43enne, però, ancora nessuna traccia. La svolta è arrivata alle 7.05 quando, durante il pattugliamento aereo, l'elicottero della Guardia di finanza ha avvistato il corpo in acqua. La motovedetta della Guardia Costiera lo ha quindi raggiunto e recuperato poco più al largo rispetto a dove era stato trovato il relitto, scoprendo che si trattava proprio di Jonny Vido.
LA DINAMICA
Soltanto dopo che i vigili del fuoco hanno recuperato l'imbarcazione alla deriva, e una volta che il giovane sopravvissuto è riuscito a recuperare la lucidità e a parlare, le forze dell'ordine hanno potuto capire cosa fosse accaduto qualche ora prima. La barca su cui si trovavano i due cugini era finita con lo schiantarsi contro il basamento di una statua che si trova al culmine della diga di Ca' Roman. Un frangiflutti che di notte è completamente buio, non segnalato in alcun modo e e che quindi, con ogni probabilità, il conducente della barca non aveva potuto vedere. Mentre il sopravvissuto è riuscito a nuotare fino a riva quando l'imbarcazione ha iniziato ad inabissarsi, la vittima che era stata sbalzata in acqua dallo schianto (e aveva forse battuto la testa contro la diga) non è più stata in grado di riemergere. Non avrebbe nulla a che vedere con lo scontro, invece, la velocità mantenuta dal cofano: pare infatti che la barca pilotata da uno dei due giovani, stesse viaggiando a rilento. Le indagini per fare piena luce sulla dinamica, affidate alla Guardia Costiera, sono però ancora in pieno svolgimento.
IL RITRATTO
Jonny Vido era un pescatore di cozze molto conosciuto a Pellestrina, dove viveva assieme al cugino. Ieri, attorno alle 2.30, stavano tornando da una festa. Poche ore prima di morire, nel pomeriggio di mercoledì, Jonny aveva postato sui suoi profili social una foto in compagnia del cugino, mentre bevevano una birra nel bar di fiducia in cui entrambi passavano almeno una volta al giorno: il "La Riva". «Era uno di noi racconta Leonardo, il titolare del locale . Era l'emblema della solarità e generosità. Oggi siamo tutti sconvolti: lo ricorderemo sempre e ci mettiamo a disposizione della famiglia per quello che potesse servire siamo qui».