Je so' pazzo, intervista al cast e al regista: «La sua musica? Il testamento più grande che ci ha lasciato»
Raccontare il personaggio di Pino Daniele in una città come Napoli è sinonimo di responsabilità e, soprattutto, di caricarsi sulle spalle di peso di un personaggio che, da decenni, fa parte della cultura cittadina. Ogni strada, vicolo, bar e casa suona Pino nel luogo che lui, per gran parte della sua carriera ha raccontato da Lazzaro Felice.
E questo, Nicola Prosatore, il regista di “Je so' pazzo”, Massimiliano Caiazzo, che nella pellicola presta il volto a Pino, e Mariasole Pollio, interprete Dorina Giangrande, primo grande amore del cantautore, l'hanno capito molto bene. «C'è prima di tutto un grandissimo onore - spiega Caiazzo - e soprattutto una grandissima occasione per andare a esplorare più da vicino la vita di artista che ha avuto una produzione così ampia, così integra, così coerente con quello che sentiva e con quello che gli vibrava dentro».
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Una musica che, nei decenni, è diventata testamento e, soprattutto, simbolo del racconto di una città nel suo periodo di maggior pluralismo. «Per me, è il testamento più grande che ci ha lasciato.
C’è davvero tanto della sua storia e ho fatto di tutto per provare a trasmette ciò che lui ci ha lasciato, in qualche modo» ha chiarito l'attore. «La dimensione di Pino, secondo me, non è semplicemente napoletana - spiega il regista, Nicola Prosatore - Pino è immenso, è mondiale, è patrimonio dell’umanità tutta, e questa era anche una sua battaglia. Pino è fortemente legato al suo territorio e alla sua identità, irreversibilmente napoletana, nonostante tutte le cose che si sono dette, così come la nostra e probabilmente quella di tutti i napoletani. Io penso invece che per noi, che abbiamo raccontato questa storia, sia importante cercare di restituire quello che probabilmente Pino stesso avrebbe voluto, cioè una dimensione generale, per tutti, larga».
«Io userei la parola privilegio: avere il privilegio di accedere anche a informazioni personali, a pezzi di storia che di solito non vengono fuori» così Mariasole Pollio, che nel film interpreta Dorina, racconta la sua partecipazione al progetto. «Attraverso questo film, magari, possono diventare anche un po’ di chi vuole avvicinarsi a conoscere quest’uomo prima che l’artista. E direi anche un regalo, sinceramente, poter ascoltare le canzoni di Pino e sentirsele un po’ proprie» ha aggiunto. «Abbiamo sentito la responsabilità del tutto ma, lavorando, ciò che resta è una storia interessante e che abbiamo voluto che diventasse, in ogni modo, di tutti».