Italia e altri 8 Paesi (più Ucraina) formano lo scudo anti-missili europeo: le società che lo costruiranno
Redazione 13 luglio 2026 19:27
Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Ucraina. E Italia. Questo gruppo di Paesi europei ha annunciato a Parigi una coalizione per sviluppare capacità antimissile balistico in Europa. Uno scudo definito nella dichiarazione congiunta "puramente difensivo" e motivato dalla "crescente minaccia" dei missili balistici. Lo scopo è costruire un' "architettura integrata di difesa missilistica" capace di collegare radar, centri di comando e intercettori di diversa origine. Le società in ballo nel progetto sono varie e i sistemi già in uso si sfidano per proteggere i cieli europei.
Freyja, il progetto ucraino low cost
La principale novità industriale presentata a Parigi è Freyja, il sistema antibalistico sviluppato dalla società ucraina Fire Point. L’azienda produce già droni e missili impiegati da Kyiv, tra cui il Flamingo, e punta a realizzare un intercettore più economico e rapido da costruire rispetto ai sistemi occidentali disponibili.
Il progetto ruota attorno al missile Fp-7.X, derivato dal vettore balistico Fp-7. Fire Point ha effettuato nel giugno 2026 un test di volo con manovre controllate: l'obiettivo è arrivare ai primi intercettori entro fine anno. Fire Point ha firmato un memorandum con la tedesca Hensoldt per integrare il radar Trml-4D, in grado di seguire fino a circa 1.500 bersagli, con una portata strumentale massima di 250 chilometri e una quota di osservazione fino a 30 chilometri. È già impiegato in Ucraina contro aerei, droni e missili da crociera.
Il sistema franco-italiano Samp T
Il principale programma europeo già destinato alla difesa antimissile è il Samp/T, sviluppato da Eurosam, consorzio formato dalle divisioni francesi e italiane di Mbda e Thales. La versione italiana utilizza il radar Kronos di Leonardo, quella francese il Ground fire 300 di Thales.

Il sistema può controllare lo spazio aereo a 360 gradi, coordinare più lanciatori e affrontare simultaneamente diversi bersagli. Le prime consegne sono previste dal 2027. Per l’Italia, la documentazione parlamentare indica una spesa di circa 1 miliardo di euro per cinque batterie destinate all’Aeronautica militare.
Cosa c'è ora in funzione: la commessa Nato per 1.000 Patriot made in Usa
Il Patriot resta il sistema occidentale più diffuso contro i missili balistici tattici. È prodotto dalla statunitense Rtx, attraverso Raytheon, con un contributo crescente dell’industria europea. Nel gennaio 2024 l’agenzia Nato Nspa ha assegnato un contratto da 5,5 miliardi di dollari per un massimo di mille missili Patriot. L’ordine, sostenuto inizialmente da Germania, Paesi Bassi, Romania e Spagna, è stato affidato a Comlog, joint venture tra Raytheon e Mbda Germania
La Germania ha di recente acquistato Arrow 3, sviluppato da Israele e Stati Uniti con Israel Aerospace Industries come capocommessa. Il sistema è progettato per intercettare i missili balistici fuori dall’atmosfera. L’accordo iniziale, autorizzato nel 2023, valeva circa 3,5 miliardi di dollari. Nel dicembre 2025 il Bundestag ha approvato un’ulteriore espansione per circa 3,1 miliardi.
La Nato e la corsa agli armamenti da 50 miliardi: le aziende coi contratti più ricchi
La coalizione non parte dunque da zero. La Nato dispone già di una rete che collega radar di allerta, satelliti, centri di comando, navi, basi terrestri e batterie nazionali. Il centro principale di coordinamento si trova a Ramstein, in Germania. L’architettura comprende il radar di Kurecik in Turchia, le installazioni Aegis in Romania e Polonia, i cacciatorpediniere statunitensi schierati a Rota, in Spagna, e i sistemi Patriot e Samp/T messi a disposizione dagli alleati, tra cui l'Italia.
Ai tavoli di Parigi erano presenti società come Fire Point, Hensoldt, Eurosam, Leonardo, Thales e Saab: da qui potrebbe passare il prossimo scudo antimissilistico europeo.
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