Istituto Giulio Cesare, la scuola con soli bengalesi: dopo gli studenti la fuga di bidelli e impiegati
MESTRE (VENEZIA) - Oltre agli studenti italiani se ne sono andati anche i lavoratori, scoraggiati da una scuola giudicata troppo complicata. Dialoghi difficili con le mamme bengalesi per la scarsa conoscenza della lingua italiana o per la mancanza del mediatore culturale. E un’attenzione mediatica che alla lunga pesa ed etichetta anche chi ci lavora. Una serie di cause ha spinto il personale Ata - tra collaboratori scolastici e amministrativi - dell’istituto comprensivo “Caio Giulio Cesare” di Mestre a non chiedere la riconferma del posto occupato nell’anno scolastico precedente. E nessun nuovo candidato, tra quelli appena assunti, si è fatto avanti per sceglierla. Alla fine la segreteria è di fatto rimasta vuota. Con un impiegato andato in pensione e tutti gli altri con contratti in scadenza il 31 agosto che hanno scelto di spostarsi altrove, non è rimasto nessuno.
L’AVVIO D’ANNO
Un avvio in salita per l’istituto di via Cappuccina al centro dell’attenzione per la forte concentrazione di studenti con background migratorio. Per alcune classi si è andati oltre al concetto di multietnico dirottando verso la monocultura considerata la presenza quasi esclusiva di alunni originari dal Bangladesh. Nel complesso due scuole dell’infanzia, due primarie e una media che raccolgono la maggior parte dei figli di chi si è insediato a Marghera o nella zona della stazione di Mestre, punti della città comodi per raggiungere Fincantieri e i ristoranti del centro storico veneziano dove i genitori lavorano.
LA NUOVA PRESIDE
A ritrovarsi con la segreteria sguarnita la nuova dirigente scolastica, Antonella Zuccarini, giunta da Teramo e fresca di trasferimento, è entrata in servizio il primo settembre. «Quando sono arrivata non c’era il personale di segreteria - conferma - ho provveduto a fare le convocazioni e già da domani (oggi ndr) prenderanno servizio i nuovi impiegati, si tratta di lavoratori con contratti a termine, mentre l’unico dipendente stabile è il Dsga, il direttore dei servizi generali e amministrativi». Tra l’altro gli ultimi giorni prima dell’avvio delle lezioni sono sempre frenetici per le segreterie scolastiche impegnate a ricoprire gli ultimi posti rimasti scoperti. L’avvio d’anno, previsto per giovedì 10 settembre secondo il calendario regionale, in regime di autonomia, in alcune scuole è stato anticipato e sono già aperte da ieri o accolgono i ragazzi oggi.
Quanto all’allontanamento degli iscritti italiani, la nuova dirigente scolastica preferisce prendersi un po’ di tempo prima di esprimersi. «Sono arrivata davvero da pochi giorni e sto ancora prendendo visione di tutta la documentazione, mi serve del tempo per prendere in mano la situazione» dice. E sul fatto di ritrovarsi alla guida dell’istituto con moltissimi bambini di origine straniera si limita a dire «è una grande sfida, spero di fare scelte sostenibili». Alle spalle ha una carriera come insegnante alle scuole primarie ed è vincitrice di un concorso riservato, quindi è al suo primo incarico come dirigente.
I NUMERI
Ricordiamo che nelle scuole dell’infanzia dell’istituto “Caio Giulio Cesare”, nelle due sedi di via Dante e di via Kolbe sempre nel centro di Mestre, al momento delle iscrizioni apparivano solo tre cognomi di bambini italiani. Quasi spariti anche alla primaria “Cesare Battisti” con intere classi di ragazzini con cognomi riconducibili al Bangladesh o giù di lì. Nelle sei classi della scuola media, invece, dalla A alla F gli iscritti italiani sono una decina concentrati nelle prime sezioni. Pochi anche i nomi stranieri che richiamino origini dall’Est Europa o altre provenienze.