iPhone 18 Pro Max, la batteria è così grande che Apple ha dovuto aggiungere una funzione "per limitarla" in iOS 27 | iSpazio
L’iPhone 18 Pro Max fa un salto notevole in autonomia, e il motivo principale è tanto semplice quanto fisico: la batteria è più grande. Talmente più grande che Apple ha dovuto inventarsi una soluzione apposita, spiegata in un nuovo documento di supporto, per poterlo spedire in giro per il mondo.
Il problema dei 20 wattora
La capacità della batteria dell’iPhone 18 Pro Max supera i 20 wattora (Wh), ed è proprio quella la soglia critica: nella maggior parte dei Paesi i prodotti con una batteria a cella singola oltre i 20 Wh sono soggetti a requisiti di spedizione aggiuntivi.
Per rispettarli, Apple ha adottato quella che definisce una soluzione innovativa a livello di firmware della batteria. Funziona così: dal momento in cui il telefono viene prodotto e per tutto il trasporto dalla fabbrica, il firmware limita la capacità della batteria sotto i 20 Wh. Quando l’utente attiva il proprio iPhone il limite cade, e da quel momento è disponibile l’intera capacità di ricarica.
I numeri aiutano a capire quanto il margine sia risicato. Il modello statunitense, solo eSIM, arriva a 5.567 mAh per 21,75 Wh, mentre la versione europea, che mantiene lo slot per la SIM fisica, si ferma a 5.391 mAh per 21,06 Wh. In entrambi i casi si sta sopra la soglia, e senza il limite via software nessuna delle due potrebbe viaggiare con le regole ordinarie.
Viene spontaneo chiedersi se modificare via software una caratteristica che di solito è hardware sia una forzatura delle regole. La risposta è no, ed è documentata: negli Stati Uniti questo metodo è stato esplicitamente ammesso dalle autorità competenti nel 2025.
Prepare to Ship, la nuova voce nelle Impostazioni
Se è vero che Apple applica già le regole quando spedisce gli iPhone dalla fabbrica, gli stessi requisiti tornano a valere ogni volta che il telefono deve essere rispedito dall’utente: per una riparazione, per una permuta, per un reso, per una vendita o anche solo per regalarlo a qualcuno. Per questo Apple ha aggiunto in iOS 27 una funzione chiamata Prepare to Ship, che scarica la batteria sotto i 20 Wh ed imposta un limite di ricarica per mantenerla sotto quella soglia durante il viaggio.
Il percorso da seguire è: Impostazioni > Generali > Trasferisci o inizializza iPhone > Prepare to Ship. Se si sta spedendo il telefono ad Apple, ad un rivenditore o ad un operatore per riparazione, permuta o reso, il limite di ricarica viene fissato all’80% per quattordici giorni, così da restare sempre sotto i 20 Wh richiesti. L’operazione è reversibile: a spedizione avvenuta il limite di ricarica si può reimpostare.
Quanto ci mette, e cosa aspettarsi
La durata dipende da quanta carica c’è nel telefono. Può bastare qualche minuto, ma partendo da una batteria piena si può arrivare anche a un paio d’ore.
Nel frattempo l’iPhone si può usare normalmente. Due cose sono normali e non devono preoccupare: durante lo scaricamento il telefono può scaldarsi più del solito, e tornerà a raffreddarsi una volta pronto per la spedizione. Quando il processo è completo, nelle Impostazioni compare la dicitura “Ready to Ship” con un badge rosso. Attenzione però ad un dettaglio pratico: se si inizializza l’iPhone, non lo si potrà più usare mentre la batteria si scarica.
In aereo non serve fare niente
Un chiarimento importante, perché la notizia potrebbe generare qualche allarme inutile: Apple precisa che la batteria dell’iPhone 18 Pro Max è sicura, anche per le spedizioni e per i viaggi in aereo. La procedura serve unicamente a soddisfare i requisiti di trasporto delle merci, e non è richiesta quando si viaggia né per nessun altro modello di iPhone.
Una soluzione che potrebbe fare scuola
Il punto interessante è che la questione andrà oltre questo singolo telefono. Le regole attuali distinguono fra batterie a cella singola e pacchi composti da più celle, e con l’aumento della densità energetica quella distinzione appare sempre meno adatta agli smartphone moderni, che di batterie ne hanno una sola ma sempre più capiente. Se l’approccio scelto da Apple dovesse diffondersi, i produttori avrebbero un motivo in meno per realizzare batterie diverse a seconda del mercato di destinazione.