Investono da 7 a 15mila euro nel fondo lussemburghese e perdono tutto: 50 risparmiatori fanno causa

TREVISO - Altri trenta piccoli risparmiatori beffati (che si aggiungono ai venti dello scorso anno) fanno causa a un intermediario finanziario, in questo caso la Casoli Assicurazione sas di Verona, per avergli fatto sottoscrivere polizze assicurative legate alla Fwe Life Insurance Lux spa, colosso lussemburghese messo in liquidazione il 31 gennaio 2025. Si sono rivolti allo studio legale trevigiano dell’avvocato Enrico Cavallin, specializzato in diritto commerciale e bancario, coadiuvato da dottor Luca Benedetto nel tentativo di recuperare le somme investite.

Chiara la linea difensiva: l’intermediario non avrebbe fornito agli investitori tutte le informazioni necessarie prima della sottoscrizione della polizza, evitando per esempio di dire che la Fwe Life Insuerance fosse in crisi e già in liquidazione. Spetterà al giudice adesso valutare se le informazioni date all’inizio fossero adeguate o meno. È una storia che si ripete. Già nel 2025 un’altra ventina di risparmiatori sempre per lo stesso motivo, si rivolse allo stesso studio legale trevigiano per rivalersi nei confronti di un altro intermediatore finanziario, in quel caso la Ovb Consulenza Patrimoniale srl. Anche allora si parlò di polizze legate sempre alla finanziaria lussemburghese finita in crisi e firmate senza avere ben chiaro tutto il quadro.

Il ritratto

L'identikit del piccolo risparmiatore beffato è quello tipico della classe media trevigiana. C'è chi ha investito 7mila euro, chi 10mila, chi si è spinto un po' oltre ed è arrivato a 15mila. Sono lavoratori dipendenti, impiegati, camerieri, alla ricerca di un modo per far fruttare somme non elevatissime ma che rappresentano uno sforzo non da poco per un reddito definiti “normali”. E che adesso corrono il serio rischio di ritrovarsi col classico pugno di mosche in mano.

I prodotti finanziari della Fwu erano considerati investimenti sicuri per chi non voleva correre rischi e ricavare una piccola rendita. Ma già nel 2020 la compagnia era finita nel mirino dell'autorità lussemburghese per la vigilanza del settore assicurativo, il Commissariat aux Assurances, che si era accorta di un paio di cose: alcune perdite messe a bilancio da Fwu e che la situazione patrimoniale non sarebbe stata sufficiente per coprire le eventuali liquidazioni chieste dai clienti. Aveva quindi dato tempo fino al 19 gennaio 2025 per rimettere a posto i conti. Aggiustamento che non è avvenuto, così la Fwu è finita in liquidazione. Sono oltre tremila i trevigiani coinvolti in attesa di ricevere notizie dal liquidatore.

Il nodo

Il 31 gennaio 2025 il Tribunale Distrettuale del Lussemburgo ha disposto lo scioglimento e la liquidazione della Fwu Life Insurance Lux sas e nominato liquidatore Maitre Baden. La procedura di liquidazione della compagnia assicurativa sta procedendo. Il primo dicembre 2025 è stata data notizia, riportata anche dall'Ivass, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, del completamento dell'invio ai creditori privilegiati dei moduli di insinuazione al passivo precompilati e delle note informative. La strategia portata avanti dallo studio trevigiano è però chiedere il risarcimento agli intermediari locali che hanno fatto sottoscrivere polizze che hanno in breve tempo perso valore.

La strategia

«L’obiettivo non è più la società lussemburghese in liquidazione ma gli intermediari - spiega l’avvocato Cavallin - che hanno omesso, peraltro, di svolgere l’attività di corretta profilazione degli investitori che lavoravano per la Fwu e che hanno gestito la vendita delle polizze nel territorio tra Veneto, Friuli e Lombardia, e che negli anni hanno procacciato migliaia di clienti che oggi si trovano senza più nulla in mano di quanto investito». Ora nel mirino dello studio legale c’è la Casoli: «Nello specifico la società Casoli ha fatto sottoscrivere polizze che hanno natura prevalentemente finanziaria e che pertanto risultavano del tutto inadeguato e rispetto al profilo di rischio dei clienti: a tal proposito, l’intermediaria non ha svolto la corretta e e necessaria attività di profilazione prescritta dal Tuf oltre che dalla normativa Consob. In un secondo momento ha altresì omesso di informare dello stato di insolvenza di Fwu».