Intervento record in Puglia: a 103 anni operata al femore con successo dopo una doppia frattura
Una paziente di 103 anni, residente a Torremaggiore (Foggia), è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per una frattura del femore sinistro. L’operazione chirurgica è stata portata a termine senza complicazioni dall’équipe della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio Ospedaliero "Teresa Masselli Mascia" di San Severo. La donna, dopo un regolare decorso post operatorio, è stata trasferita per il trattamento riabilitativo intensivo.
La paziente è giunta in Pronto Soccorso con un quadro clinico di particolare complessità, caratterizzato dalla concomitante presenza di una frattura basicervicale del femore sinistro e una frattura dell'olecrano sinistro. Dopo gli accertamenti diagnostici e la valutazione multidisciplinare, è stato organizzato l'intervento chirurgico.
Considerata l'età avanzata e la fragilità clinica della donna, il caso è stato immediatamente preso in carico attraverso un percorso multidisciplinare che ha coinvolto i diversi professionisti sanitari nella valutazione delle condizioni generali e nella definizione della strategia terapeutica più appropriata.
Al termine degli accertamenti diagnostici e delle valutazioni specialistiche, è stato programmato l'intervento.
L’intervento chirurgico ha previsto la riduzione della frattura e la sintesi mediante chiodo endomidollare Elos, tecnica che costituisce uno degli standard terapeutici nel trattamento delle fratture pertrocanteriche del femore.
"Per il medico ortopedico l'età anagrafica non può e non deve rappresentare un limite", dichiara Giuseppe Ricciardi, Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia. "Ogni decisione clinica deve essere fondata su un'attenta valutazione delle condizioni complessive del paziente, delle sue potenzialità di recupero e del rapporto tra benefici e rischi dell'intervento. È fondamentale garantire un trattamento appropriato e tempestivo, perché intervenire – conclude Ricciardi - significa offrire concrete possibilità di recuperare autonomia, ridurre il dolore, prevenire le complicanze dell'allettamento e preservare la migliore qualità di vita possibile".
"La presa in carico di una paziente ultracentenaria con un quadro traumatico così complesso rappresenta un esempio concreto della capacità organizzativa e assistenziale", dichiara Armando Arminio primo operatore equipe medica di ortopedia. "Risultati come questo sono il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge professionalità diverse, unite da un obiettivo comune: garantire ai cittadini cure sicure, tempestive e di elevata qualità. L'integrazione tra le competenze specialistiche, l'efficienza dei percorsi assistenziali e l'impegno quotidiano degli operatori sanitari costituiscono il valore aggiunto della nostra organizzazione e ci consentono di affrontare con efficacia anche le situazioni cliniche più delicate, offrendo risposte appropriate ai bisogni di salute della popolazione".