Inizia JazzMi 2026: ecco la lineup, da Corto.Alto e Freshmula a Gregory Porter

Se pensate che il jazz sia un genere inaccessibile, adatto solo a intenditori che lo ascoltano tra poltrone di velluto e con bicchiere di whisky in mano, è arrivato il momento di cambiare playlist. Dal 19 ottobre all'8 novembre a Milano torna infatti JAZZMI, ormai alla sua undicesima edizione, il festival che mette insieme grandi nomi internazionali, nuove promesse e artisti che stanno spingendo il genere in direzioni sempre più imprevedibili. Dai teatri ai club, il festival racconta un jazz ibrido, contemporaneo e aperto alle contaminazioni, dove convivono improvvisazione, elettronica, hip-hop, soul, rock e R&B. Ecco quindi una guida ai nomi da segnarsi tra i tanti appuntamenti del festival, con Cosmopolitan ci troverete a qualcuna di queste per raccontarvele.

CORTO.ALTO

Partiamo da uno dei nomi più interessanti della nuova scena britannica. Dietro corto.alto c’è Liam Shortall, giovane compositore, producer e polistrumentista scozzese di base a Glasgow, che mescola improvvisazione jazz, elettronica, broken beat, dub e hip-hop. Il suo album di debutto, Bad With Names, è arrivato nella shortlist del Mercury Prize nel 2024; nel 2025 corto.alto ha poi vinto agli Jazz FM Awards sia il premio UK Jazz Act of the Year sia l’Innovation Award. JAZZMI lo porta alla Santeria Toscana 31 il 24 ottobre.

ISAIAH COLLIER

Altro nome da tenere d’occhio è Isaiah Collier, sassofonista e compositore di Chicago, protagonista di una nuova generazione che guarda alla storia del jazz senza sentirsi obbligata a ripeterla. Sarà alla Triennale Milano Teatro l’8 novembre.

NATE SMITH

Se il jazz può dialogare con hip-hop e R&B, Nate Smith è uno dei musicisti che meglio rappresentano questo incontro tra generi. Batterista e compositore, porta nel suo progetto una visione contemporanea del ritmo e un modo di suonare che guarda ben oltre i confini del jazz tradizionale. JAZZMI lo ospita alla Triennale l’1 novembre, con due set alle 20 e alle 22.

FRESH MULA + DEAF KAKI CHUMPY

Una delle combinazioni più interessanti per capire quanto il festival voglia parlare anche a una generazione cresciuta con linguaggi musicali completamente diversi. Fresh Mula e Deaf Kaki Chumpy si esibiranno a BASE Milano il 30 ottobre, in un incontro tra hip-hop e jazz.

MOMOKO GILL

Tra i nomi da scoprire c’è anche Momoko Gill, la batterista, cantante, producer e polistrumentista della scena jazz ed elettronica londinese, che nel 2026 ha pubblicato il suo primo album solista. Il 7 novembre arriva al BIKO, tra jazz, elettronica, neo-soul, hip-hop e sperimentazione senza preoccuparsi troppo dei confini tra i generi.

GREGORY PORTER

Il cantante e compositore statunitense torna a JAZZMI il 3 novembre all’Alcatraz, dopo aver partecipato alla prima edizione del festival nel 2016, quando si era esibito al Teatro Nazionale nella giornata conclusiva della manifestazione. Dieci anni dopo, e a pochi mesi dalla sua apparizione a Sanremo a fianco di Serena Brancale per la serata dei duetti, ritorna da artista ormai consacrato, con due Grammy Awards e una delle voci più riconoscibili del jazz contemporaneo.

I GRANDI NOMI

Ma Porter non è l’unica leggenda: arrivano anche Dee Dee Bridgewater, Bill Frisell, Ibrahim Maalouf, Richard Bona e Paolo Fresu. Nel programma 2026 ci sono poi Rokia Traoré e Sergio Cammariere, insieme a China Moses, Judith Hill e Peter Cincotti.

Un programma che riesce a mettere alcuni dei nomi più noti e apprezzati del jazz e delle sue contaminazioni accanto ad artisti di una nuova generazione che sta già trasformando il genere, facendolo dialogare con elettronica, hip-hop, soul, R&B e altri linguaggi contemporanei. Del resto, la contaminazione è scritta nella storia stessa del jazz: una musica nata dall’incontro e dalla trasformazione di tradizioni diverse e cresciuta continuando a cambiare forma.