Indennizzi, i pescatori non mollano  - L'Unione Sarda.it

Arborea-Cabras-Terralba-Santa Giusta-San Vero Milis.

18 luglio 2026 alle 00:45

Arriva l’ok di Argea alla liquidazione, ma le cifre non soddisfano tutti 

Prima la protesta, la rabbia e l’annuncio di una manifestazione imminente. Dopo poche ore la buona notizia: i pescatori dei consorzi che gestiscono gli stagni di Cabras, Terralba, Santa Giusta, San Vero Milis e Arborea riceveranno entro venti giorni gli indennizzi per il mancato guadagno dovuto alla presenza dei cormorani che hanno divorato i pesci. Le risorse sono quelle relative agli anni 2024 e 2025. Ieri mattina, dopo due anni di attesa, è arrivata la graduatoria definitiva da parte di Argea. ma non tutti sono soddisfatti.

Le cifre

Come si legge nella determina di ieri, 17 luglio, i pescatori che riceveranno più risorse sono quelli del Consorzio Mar’e Pontis di Cabras: un milione e 298 mila euro. Per i pescatori della laguna di Sant’Andrea, territorio di Arborea, 443 mila euro. Per il consorzio di Marceddì, a Terralba, 313 mila euro. Per i pescatori di Santa Giusta arriveranno invece 151 mila euro. Per lo stagno di Is Benas, San Vero Milis, seimila euro. I rimborsi sono stati calcolati in base al fatturato, al numero di cormorani presenti e alla quantità di pesce pescato. Il totale è invece calcolata in base alla quota dell'unione europea (il 50%), a quella Regionale (il 15%) e alla nazionale (il 35%)

La polemica

Antonio Loi, presidente del Consorzio che gestisce la laguna di Marceddì, che include gli specchi d'acqua di Corru s’Ittiri e di San Giovanni, per un totale di 900 ettari, è un fiume in piena: «Non mi aspettavo di certo una cifra simile, poco più di 300 mila euro. Nel nostro consorzio lavorano 150 pescatori e queste sono cifre ridicole rispetto a tutto ciò che abbiamo perso in due anni. Nulla contro i colleghi delle altre marinerie, ma come è possibile che stagni più piccoli e con meno pescatori al lavoro si portino a casa cifre importanti? Ci sarà un errore? Spero di sì. Ora chiederemo spiegazioni. Potrei fare ricorso - spiega ancora Loi - ma bloccherei i pagamenti. E poiché ci sono tanti pescatori che attendono queste risorse, preferisco di no. Ma non finisce qua».

La bonifica

Durante l’incontro, i presidenti dei consorzi hanno parlato anche del risanamento delle lagune, dopo gli interventi portati avanti lo scorso anno dal Consorzio di bonifica per conto della Regione. «È inutile girarci intorno: servono interventi importanti e duraturi - spiega Raffaele Manca, presidente del Consorzio di Sant’Andrea - Non bisogna solo tamponare. Occorre convocare subito un tavolo tecnico tra il Consorzio di bonifica, i pescatori e la Regione per definire un cronoprogramma delle opere più urgenti». Anche il presidente della cooperativa Pescatori Sant’Andrea, Alberto Porcu, che ha vissuto l’ultima moria di pesci pochi giorni fa, rivolge un appello alla Regione: «La manutenzione dei compendi lagunari deve diventare un’attività ordinaria e programmata. Solo così sarà possibile tutelare il patrimonio ambientale delle nostre lagune, preservare la biodiversità e garantire la continuità delle attività economiche che da generazioni vivono in equilibrio con questi ecosistemi».

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