Incontro Orsato-club, 'autocritica sugli errori arbitrali, ma linea Var resta quella' - Calcio - Ansa.it
Il fallo di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta era rigore, il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino no, perché è una valutazione di campo dell'arbitro. Sono i giudizi sugli episodi controversi dell'ultima giornata che gli arbitri, col nuovo designatore, Daniele Orsato, e il dt Domenico Messina, hanno spiegato ai club durante il primo incontro dal vivo all'Ibc di Lissone. "Un grande senso di autocritica", il complimento con cui il presidente di Lega Serie A, Ezio Simonelli, lascia la riunione: meno falli significa un gioco più fluido, veloce e spettacolare.
Perchè al di là dell'autocritica ("Orsato ha detto che il primo ad arrabbiarsi è lui", ha aggiunto Simonelli), resta ferma la linea del nuovo corso arbitrale: "Lasciar giocare, non fischiare i minimi contatti", secondo le parole del designatore.
"Lavoreremo per evitare i pochi errori fatti ma non molleremo un centimetro sull'impostazione tecnica adottata", ha chiarito Messina. Il che vuol dire anche che la Var sarà usata meno.
"Orsato ha puntato molto sul posizionamento dell'arbitro - ha spiegato all'uscita Simonelli -: oggi si corre molto di più, si gioca 5 minuti e mezzo più dello scorso anno, sette più di due anni fa. Alla fine, un arbitro percorre 12-13 chilometri, non era mai successo prima: e a differenza dell'allenatore che ha i cambi a disposizione, lui non lo si può sostituire all'intervallo". Oltre all'aumento del tempo effettivo di gioco, arrivato a 59'31'', la media falli è scesa a 22,60 a partita (lo scorso anno, alla quarta giornata, era di 26,23) e sono crollati i rigori (due contro i nove del 2025/2026 e i 14 del 2024/2025) e le espulsioni, passate dalle sei delle stagioni 2023/2024 e 2024/2025, alle due attuali. Infine, per quel che riguarda il Var, si è registrata una sola on field review (lo scorso anno erano sei e nelle due stagioni precedenti otto) e due Overrule (rispetto alle cinque del campionato 2025/2026 e le sei dei due anni prima).
Orsato ha ribadito la nuova linea Var: la tecnologia interviene solo se l'arbitro "non vede" o "non vede bene", lasciando all'occhio umano la centralità delle decisioni. Una trentina gli episodi esaminati, trasmessi a video: le spiegazioni si sono concentrate soprattutto nella differenza tra contatto e fallo, sul tocco di mano se punibile o meno e sul fuorigioco semi-automatico.
Il designatore ha ammesso senza remore alcune sviste e i club non hanno protestato, in un clima di armonia. La partecipazione è stata massima: tutte le venti squadre di Serie A erano presenti con gli allenatori, da Chivu a Gattuso, da Amorim a Spalletti a De Rossi o con i loro vice (ad esempio, Gritti per Gasperini alla Roma, Landucci per Allegri al Napoli). La richiesta dei club è una sola: uniformità di giudizio. "Gli allenatori vogliono sapere quale sia il metro per trasmetterlo ai giocatori", rivela Simonelli che poco prima aveva riconosciuto che "qualcosa va affinato". "È stato un incontro positivo. Ha fatto vedere anche le parti in cui gli arbitri sbagliano, sappiamo che è successo e dobbiamo aspettarci che ricapiti. Lui è il primo ad arrabbiarsi, quello che non vuole è che gli errori si ripetano e che le decisioni siano diverse, sia all'interno di una partita sia tra partita e partita".
Anche gli allenatori sembrano promuovere il nuovo corso.
Spalletti apprezza: "Questi incontri sono fondamentali per accostarci a quelle che sono le nuove disposizioni e ai parametri di valutazione". Per Pisacane "abbiamo capito ancora di più il metro di giudizio": "Hanno fatto cose ragionevoli".
Palladino è ancora più diretto: "Il calcio adesso è tutto molto chiaro e molto più bello. Mi ci ritrovo di più. Complimenti ad Orsato". Riecheggia ancora, però, la frecciata di Sarri sul fallo di Kalulu: "Se non si chiama il Var per un gesto del genere, va abolito".
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