Incidenti mortali nel tratto maledetto dell'A4, la proposta dei familiari delle vittime: «Accessi limitati contro le stragi»

PORTOGRUARO - Introdurre il sistema di controllo di accesso alle rampe autostradali come misura obbligatoria nelle fasce orarie di traffico intenso e sui tratti individuati come critici. È la richiesta avanzata dall'Associazione Italiana Familiari e Vittime delle Strada (AIFVS) dopo l'incidente mortale avvenuto lunedì mattina sulla A4 Venezia-Trieste, tra Portogruaro e San Stino di Livenza.

Nel sinistro ha perso la vita un uomo di 42 anni, di nazionalità polacca, dopo l'impatto del proprio furgone contro un mezzo pesante che lo precedeva. Nonostante l'intervento dei soccorsi, per il conducente, non c'è stato nulla da fare. La presidente dell'Associazione, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, ha scritto una lettera indirizzata al Ministero delle Infrastrutture, ad Autostrade Alto Adriatico e all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali. Nella missiva si parla «dell'ennesimo sinistro riconducibile a una dinamica ricorrente e prevedibile: rallentamento improvviso su una carreggiata già prossima alla saturazione, immissione di traffico non modulata dai caselli e dalle rampe di accesso, differenziale di velocità elevato tra i veicoli in avvicinamento e quelli già in coda, tamponamento a catena».


TRATTO MALEDETTO

Nel testo si fa riferimento al bilancio nella tratta in questione (Portogruaro e San Stino), che è di «sei vittime negli ultimi 14 mesi». Per fotografare la situazione viene utilizzato un metro di paragone: «Come in un ascensore da 4 persone non si entra in 20 persone, lo stesso principio vale anche per le autostrade». L'Associazione chiede dunque la modulazione degli ingressi in autostrada, segnalando inoltre come, in coincidenza con l'arrivo delle navi Ro-Ro nel porto di Trieste, si registri in poche ore la concentrazione di un numero elevato di mezzi pesanti che si immettono in autostrada in un intervallo di tempo ristretto. Tale fenomeno, sommato ai flussi turistici e al traffico ordinario di mezzi pesanti, aggrava ulteriormente i picchi di saturazione nei tratti più critici, rendendo ancora più necessaria una gestione modulata degli accessi nelle fasce orarie interessate.

«La soluzione tecnica – dice la presidente Associazione Italiana Familiari e Vittime delle Strada, Giuseppa Cassaniti Mastrojeni - esiste ed è già operativa in altri contesti europei: il controllo di accesso alle rampe autostradali, comunemente noto come “Ramp Metering”. Tale sistema, costituito da un impianto semaforico a due luci installato sulle rampe di ingresso, consente di dosare l'immissione dei veicoli in singole unità o piccoli gruppi, sincronizzandola con gli spazi di manovra realmente disponibili sulla carreggiata principale. Il “Ramp Metering” è in uso da anni sulla rete autostradale svizzera ed è stato oggetto di studio, validazione e finanziamento da parte del progetto europeo EURAMP, promosso proprio allo scopo di armonizzarne l'adozione sulla rete autostradale del continente».


VERTICE TECNICO

L'Associazione, nella campagna “Zero Vittime”, sta approfondendo il modello Ramp Metering alla rete autostradale italiana. Nella lettera è stato quindi chiesto un incontro tecnico fra i tre enti istituzionali per lo studio di un apposito modello, ma anche un'analisi aggiornata della portata di servizio e del livello di servizio sui tratti della A4 Trieste-Venezia a maggiore incidentalità da tamponamento e la pubblicazione di un cronoprogramma di intervento relativo all'adozione delle misure richieste, con indicazione dei tempi e delle tratte interessate.