Incidente aereo Perù, l'ultima foto delle vittime prima del viaggio. Le famiglie di amici «festeggiavano una laurea»
Quando i figli ormai grandi, anche appena laureati o in procinto di farlo, viaggiano insieme ai genitori, significa non solo che le famiglie sono solide, ma anche che si condividono le stesse passioni. I viaggi. Il sogno comune era ammirare dall’alto il mistero delle Linee di Nazca. Le famiglie Gianturco, di Monza, e Angelucci, di Seregno, molto legate tra loro, quel volo lo avevano completato, insieme ad altri quattro turisti tedeschi e spagnoli. Poco prima di atterrare nell’aeroporto di Nazca il filo delle loro vite si è spezzato.
PERCORSI
Paolo Gianturco, 59 anni, era un manager di punta di Deloitte. Di lui traccia un ritratto Fabio Pompei, l’ad di Deloitte (la più grande società a livello globale di consulenza e revisione che aiuta imprese e banche a gestire la propria crescita e lo sviluppo nel nuovo contesto di trasformazione tecnologica e digitale): «Paolo era uno dei nostri senior partner di punta in tutto l'ambito del settore finanziario. Era uno dei nostri partner più riconosciuti non solo all'interno, ma anche sul mercato per la sua grande capacità di innovare, di avere una visione che andasse avanti nel tempo. Si occupava di fintech, di blockchain, di crypto quando questi temi erano oscuri per la gran parte delle persone. Dunque univa veramente questa grande capacità di innovare a una grandissima umanità. Era di origine napoletana, era l'emblema del napoletano con grande creatività, capacità di innovazione, grande passione. Si era sposato con una brianzola e aveva acquisito anche le caratteristiche tipiche della terra di sua moglie. Resta un modello per tutti i ragazzi e le ragazze, che da noi sono la grande maggioranza. Era entrato in Andersen, che poi si è fusa con Deloitte, negli anni Novanta. Dunque è stato un percorso di 30 anni insieme a noi». Paolo Gianturco non era però solo un uomo legato a numeri e strategie. «Aveva molte passioni - ricorda ancora Pompei -, era creativo e dunque anche curioso. Aveva voglia di conoscere cose nuove e i viaggi erano una delle sue grandi passioni, così come lo sci e la squadra di calcio del Napoli. Aveva trasmesso la passione per i viaggi ai figli: il fatto che uno dei ragazzi avesse 24 anni e viaggiasse, oltre che con il fratello, con la mamma e il papà è il segno che questa passione si era trasmessa a tutta la famiglia. Aveva parlato con i colleghi più stretti di questo viaggio in Perù ed era particolarmente contento. Conoscendo quanto fosse scrupoloso e attento, sono sicuro che avesse studiato con attenzione la compagnia aerea da scegliere per questo volo».

Anche la moglie era una manager di successo. Cristina Maria Bianco aveva due anni in meno del marito, lei era una donna del Nord (brianzola), lui del Sud. Il loro era un matrimonio solido e condividevano anche il successo nel mondo del lavoro. Era Managing Director in Andersen Consulting ed ex AD e fondatrice per 23 anni di Aegis, società specializzata nella selezione e ricerca del personale. Ricorda Alessandro Mercuri (CEO di Deloitte Consulting): «Cristina Maria Bianco era una donna estremamente brillante, dotata di un umorismo contagioso». E poi c’erano i figli, anche loro entusiasti dello sci e dei viaggi. Matteo aveva 24 anni e studiava economia all’università di Bergamo, mentre Pietro, 18, era iscritto al collegio Villoresi di Monza.
Compagni di viaggio in Perù, dove le due famiglie erano arrivate da un paio di giorni, erano Massimo Angelucci, 58 anni, la moglie Elena Sala, coetanea, e il figlio Lorenzo, 24. Quest’ultimo si era laureato da poco in Ingegneria al Politecnico di Milano e il viaggio in Perù era anche un modo per festeggiare quel traguardo. Gli Angelucci vivevano a Seregno, in provincia di Monza e Brianza, e nella vicina Lissone Massimo aveva fondato 25 anni fa un’azienda, la Imatecno, che produce componenti per le macchine utensili. Elena Sala, moglie di Massimo, lavorava con lui in azienda. Spiega la sindaca di Lissone, Laura Borella: «Massimo era un imprenditore conosciuto e stimato, ha contribuito alla crescita del tessuto produttivo della nostra città. Lorenzo, che aveva da poco concluso il suo percorso universitario, era un giovane pieno di vita e progetti per il futuro». Il sindaco di Seregno, Alberto Rossi: «In queste ore ho avuto modo di incontrare alcuni familiari e parlare con loro. Al momento non vi sono tempistiche certe per il rimpatrio delle salme».
DESTINI
In questa tragedia ci sono altre storie: c’è il volto giovane e sorridente della copilota, Irenka Del Carpio Guanilo, 31 anni; il pilota, Américo Alejandro Salazar Cuellar, 44 anni, lascia due figlie di 9 e 13 anni. E poi ci sono i due turisti spagnoli (Yerro Alfredo Avilés Muñoz, 52 anni, e Ana Isabel Sánchez Muñoz, coetanea, originari di Valladolid) e i due tedeschi (Andreas Hofmann, 78 anni, e Gertrud Maria Hofmann 77). Tredici storie che casualmente si sono ritrovate e intrecciate sullo stesso Cessna Grand Caravan per il loro ultimo volo.
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