Incendi in Costiera, il sindaco di Positano: «Possibile origine dolosa, mai vista una cosa simile in 11 anni»
«L'ipotesi è che si tratti di un incendio di natura dolosa». Lo ha detto all''ANSA la sindaca di Positano (Salerno), Gabriella Guida commentando l'emergenza che sta interessando tutta la Costiera Amalfitana. «Il forte vento - ha aggiunto - ha creato non pochi disagi per le attività di spegnimento oltre al fatto di aver alimentato ancora di più le fiamme. Il fronte più preoccupante, per quanto ci riguarda, è quello che va Positano verso Vico Equense. Al momento non possiamo fare una stima dei danni che saranno soprattutto considerati nel lungo termine. Sono andati in fiamme alberi secolari, quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro».
«In undici anni non ho mai visto una cosa del genere.
Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di un incendio naturale». Così all'ANSA, il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, racconta la preoccupazione per gli incendi delle ultime ore. «Mi trovo - ha detto il primo cittadino - sul posto e sto monitorando costantemente la situazione. Stanotte le fiamme sono arrivate vicino alle case. Il vento ha alimentato ancora di più le fiamme che si sono propagate velocemente.
Per fortuna non si registrano danni alle abitazioni e alle persone, ma ci sono sicuramente danni a giardini e terrazzamenti agricoli. È stata anche chiusa, in via precauzionale, una porzione di strada provinciale.
Sopralluoghi e valutazione dei danni
Il sindaco spiega: «Appena l'incendio sarà spento del tutto, i tecnici preposti dovranno fare gli opportuni sopralluoghi e tutte le valutazioni per la conta dei danni».
L’origine dolosa viene suggerita dalla dinamica anomala delle fiamme, ancora da accertare con precisione. Le autorità rimangono in allerta per evitare nuove emergenze.
Due Canadair si sono alzati in volo per aiutare a circoscrivere l'incendio che da Positano è proseguito nella notte nella zona di Tordigliano e al confine tra Poggerola, Agerola, Vico Equense, Piano di Sorrento. Ad affiancare i vigili del fuoco di Piano di Sorrento, attivi già da ieri sera e tutta la notte, viste le notevoli dimensioni del rogo, stamani sono arrivati anche le squadre di Napoli. Più fronti, con danni ingenti al territorio boschivo e alla fauna. Ad Agerola, nel borgo di San Lazzaro, il fuoco ha lambito abitazioni, e gli abitanti sono stati fatti evacuare. «E' stata un'azione criminale - ha dichiarato il vice sindaco di Agerola, Luca Mascolo - e da Amalfi le fiamme, alimentate anche al vento forte, si sono spinte fino a Vico Equense. Siamo stati attivi tutta la notte, con quello che si è potuto fare al buio».
Sangiuliano, 'la Regione è assente'
«La Regione Campania è assolutamente latitante sul fronte dei gravi incendi fra la costiera sorrentina e quella amalfitana. Quello che in queste ora si sta sviluppando è un gravissimo incendio che vede impegnati solo i vigili del Fuoco. L'assessore Zabatta batta un colpo, faccia qualcosa. Uno dei più meravigliosi tratti di costa al mondo è minacciato dal fuoco e dall'incuria. Ci dovrebbero essere personale e mezzi impegnati , invece si segnala l'assenza della Regione». Lo dichiara il capo dell'Opposizione Gennaro Sangiuliano unitamente ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna.
Le parole del vicesindaco di Agerola
Luca Mascolo è intervenuto dopo l'incendio che ha colpito il territorio agerolese: «Agerola brucia. E non è un caso. Decine di ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo, con le fiamme che hanno lambito abitazioni e strutture ricettive. Un'intera comunità ha vissuto ore di paura, mentre vigili del fuoco e volontari hanno combattuto per tutta la notte. Qualcuno ha acceso quel fuoco. E se sarà confermata la natura dolosa dell'incendio, chi lo ha fatto ha messo in pericolo persone, abitazioni e un territorio già fragile. Qui non si bruciano soltanto alberi: si mette a rischio la montagna e, con essa, la sicurezza della comunità».
Ha poi continuato, ringraziando coloro i quali sono accorsi per dare un aiuto: «Grazie ai nostri straordinari volontari della Protezione civile, alle squadre della Protezione civile regionale, ai volontari dei Comuni vicini, ai vigili del fuoco e a tutti coloro che hanno lavorato senza sosta per proteggere le abitazioni».
Poi l'attacco politico: «Vergogna a chi ha acceso le fiamme e vergogna a chi, invece di conoscere i fatti, specula da lontano. Non accettiamo lezioni da chi conosce questi territori, o dovrebbe conoscerli, e sceglie di far finta di ignorarne la realtà. Non accettiamo speculazioni da chi, davanti a un'emergenza, preferisce la propaganda alla verità.» «Stanotte io c'ero. C'erano i nostri volontari, la Protezione civile regionale, i volontari dei Comuni vicini e uomini e donne impegnati a difendere case e territorio. Prima di parlare bisognerebbe esserci, conoscere e soprattutto avere rispetto. E invece, ancora una volta, dal nostro territorio c'è chi sembra avere come unico obiettivo la ricerca di una poltrona, di un riconoscimento o di una posizione politica. Persone disposte persino a rinnegare il proprio territorio e la propria gente pur di accreditarsi altrove, al servizio di una politica che troppo spesso preferisce il rumore delle dichiarazioni alla concretezza delle soluzioni. A chi pensa di poter usare Agerola e le sue emergenze come trampolino per ambizioni personali dico una cosa molto semplice: la nostra terra non è una poltrona, la nostra gente non è un consenso da conquistare e un'emergenza non è un'occasione per fare campagna elettorale. Chi ama davvero questo territorio lo difende quando serve, non lo attacca per ottenere visibilità».
«Noi continueremo a fare il nostro dovere, sul campo e nelle istituzioni. Agli altri lasciamo le chiacchiere, le strumentalizzazioni e le brutte figure - conclude».