In Umbria al via una 'buona battaglia' per la sicurezza sulle strade - Sicurezza - Ansa.it

"Sulle strade si continua a morire. Come Regione Umbria saremo i promotori di una 'buona battaglia', ci faremo responsabili di redigere e coordinare un programma regionale interistituzionale per il monitoraggio e la riduzione del rischio, coinvolgendo scuole, parti sociali e tutta la comunità regionale, affinché la prevenzione possa evitare ulteriori drammi e lenire, anche se solo un poco, le ferite impossibili da rimarginare dei familiari delle vittime. A loro ci stringiamo, ancora più forte dopo aver salutato Samuele e Leonardo. Per loro, e per tutte le altre vittime della strada, non ci fermeremo": lo scrive la presidente della giunta regionale, Stefania Proietti, in un intervento a sua firma pubblicato oggi dal Corriere dell'Umbria.
"Il bilancio degli incidenti stradali mortali in Umbria nel 2026 - sottolinea Stefania Proietti - ha registrato una drammatica impennata: nei primi otto mesi si contano già 38 vittime, una cifra che raddoppia i 19 decessi registrati nello stesso periodo dell'anno precedente".
"La Regione Umbria nel 2014 si era dotata di una legge, la n.
8 del 17 aprile 2014 'Disposizioni per la sicurezza stradale', allo scopo di dettare disposizioni per il miglioramento della sicurezza stradale e la riduzione delle vittime di incidenti stradali conformando a questa finalità le misure relative alla mobilità. La legge - ricorda, fra l'altro, la presidente - prevedeva l'istituzione di un Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale (Crums) e azioni, misure e interventi per il miglioramento attraverso un Piano regionale della sicurezza stradale, Prss. Ed ancora era prevista una Consulta regionale sulla sicurezza stradale. La Consulta non è stata più ricostituita dal 2019. La legge prevedeva anche un fondo regionale per il monitoraggio, per l'assistenza alle vittime di incidenti stradali e per le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione, fondo stanziato solo nel 2014 e mai effettivamente utilizzato. Questa amministrazione e io personalmente come presidente della Regione Umbria dichiariamo guerra alle stragi di vittime sulle strade. Come Regione Umbria abbiamo iniziato questo percorso con il primo Piano strade regionale dotando, tra i primi provvedimenti adottati, le due Province di oltre 18 milioni di euro per la sicurezza stradale.
La nostra amministrazione inoltre ha stabilito un piano di opere pubbliche di intervento diretto per ridurre la pericolosità stradale su tratti di strade regionali che sono stati oggetto di tragici incidenti".
"La nostra amministrazione regionale - annuncia la presidente - potenzierà e attiverà immediatamente tutti gli strumenti previsti dalla legge regionale 8/2014. Come primo atto introdurremo nella Consulta istituzioni e soggetti che non sono finora mai stati coinvolti: le Province di Perugia e di Terni, che gestiscono tutta la rete stradale regionale, e alle quali sono state assegnate da noi risorse ingenti proprio per aumentare la sicurezza stradale; i rappresentanti delle polizie provinciali municipali e locali, che unitamente alle forze dell'ordine e di polizia si trovano a refertare molti incidenti stradali; l'Anas, che gestisce le strade statali, rete particolarmente estesa in Umbria, che spesso attraversa anche tratti urbani, e purtroppo - come statisticamente verificato - con tratti in cui si verificano incidenti tragici anche in maniera ricorrente, segno evidente di una concausalità sulla quale il Governo deve immediatamente intervenire; Autostrade per l'Italia che gestisce l'unico tratto autostradale in Umbria, a Fabro, tristemente noto anch'esso per la frequenza di incidenti.
E alla consulta dovranno partecipare anche i rappresentanti delle associazioni e dei familiari delle vittime".
La "'buona battaglia' che la Regione Umbria ha deciso di intraprendere come mai prima d'ora diventerà centrale nelle politiche regionali dei prossimi anni, anche attraverso l'adeguata dotazione finanziaria. Con il Piano strade regionale avevamo già iniziato a lavorare al Piano regionale della sicurezza stradale Prss, delineato dalla legge regionale 8 del 2014 e mai affrontato né definito: all'Umbria occorre un piano organico della sicurezza stradale che individui chiaramente indirizzi, misure ed interventi volti a migliorare la sicurezza stradale con azioni di indirizzo e coordinamento riguardanti progetti eseguiti dalla Regione, da enti locali e soggetti proprietari e gestori delle strade e gestori del trasporto regionale. Perché ogni misura che incentiva l'uso dei mezzi pubblici riduce oggettivamente il rischio sulle strade".
"Costituiremo immediatamente il Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale Crums - che pur essendo stato istituito nel 2012, non è mai stato effettivamente attivato - presso la struttura della giunta competente, che sarà sotto la mia costante supervisione come presidente: il Centro regionale umbro di monitoraggio della sicurezza stradale avrà il compito elaborare i dati, predisporre rapporti (art. 6 Lr 8/14) e forme di collaborazione utili alle azioni concrete degli enti, che non possono più aspettare. Inizieremo subito con campagne di formazione e prevenzione, coinvolgendo le scuole e altre organizzazioni per la formazione e l'aggregazione dei giovani, mettendo in campo ogni possibile azione di formazione e prevenzione per la mobilità sicura. E continueremo ad investire nel trasporti pubblico locale, in una regione come la nostra in cui troppo alto è il ricorso al mezzo privato a causa di una carenza atavica e strutturale di investimenti in infrastrutture sicure e in servizi di trasporto pubblico capillari. Al Governo - spiega ancora, fra l'altro la presidente Proietti - chiediamo di fare la sua parte. Non solo rispondendo direttamente per le strade statali, dove più volte abbiamo scritto (direttamente al ministero Infrastrutture e Trasporti) e sollecitato Anas per tratti di particolare pericolosità, come la Pian d'Assino, ricevendo però solo dinieghi. Ma anche rispristinando contributi statali pluriennali da destinare agli Enti locali così come nel Piano nazionale per la sicurezza stradale di cui al Decreto Interministeriale 800/2009 che si è esaurito nel 2015".

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