In scooter con un Kalashnikov alla corsa clandestina di cavalli: arrestato un 21enne a Catania - Il video
La gara era stata organizzata l’8 maggio a Palagonia, nel Catanese. L’uomo armato era stato ripreso mentre seguiva i cavalli in scooter. Gli investigatori lo hanno identificato anche attraverso i video diffusi sui social
Un uomo in scooter alza un Kalashnikov sopra la testa mentre davanti a lui due cavalli corrono lungo una strada di campagna, circondati da motorini. È una delle immagini della corsa clandestina di cavalli organizzata l’8 maggio a Palagonia, nel Catanese, ripresa con i cellulari e poi finita sui social. A quattro mesi di distanza, la polizia ha arrestato un 21enne che, secondo gli investigatori, sarebbe proprio l’uomo immortalato con il fucile.
Il giovane è accusato di porto abusivo di arma da guerra, con l’aggravante di aver agito con lo scopo di agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi. Su richiesta della procura , il gip di Catania ha disposto la custodia cautelare in carcere. Secondo gli investigatori, il 21enne sarebbe legato a un gruppo attivo nel quartiere catanese di San Giovanni Galermo.
La corsa clandestina tra scooter, clacson e spari
La gara si era svolta alle prime luci dell’alba nelle campagne di Palagonia. Nei filmati diffusi online si vedono i cavalli lanciati lungo la strada mentre intorno procedono numerosi scooter. Alcuni partecipanti hanno il volto coperto e sono armati. Durante la corsa vengono esplosi anche diversi colpi d’arma da fuoco, tra urla e clacson.
L’analisi delle immagini ha contribuito a portare gli investigatori sulle tracce del 21enne. Durante una perquisizione, la polizia avrebbe trovato degli indumenti ritenuti compatibili con quelli indossati dall’uomo durante la gara e lo scooter utilizzato quel giorno.
Le indagini erano iniziate a maggio, dopo la diffusione dei video. La polizia aveva individuato i due puledri utilizzati nella competizione, trovati in stalle abusive nel quartiere San Cristoforo di Catania. Gli animali, privi di microchip, erano stati sequestrati e affidati a una struttura specializzata. Due uomini di 40 e 45 anni erano stati denunciati: uno dei fantini, riconosciuto perché aveva corso a volto scoperto, aveva ammesso la propria partecipazione alla gara, prendendo le distanze dalle persone armate.
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