In Santa Marta i capolavori dell’arte contemporanea
Oltre cento opere di artisti internazionali, una tra le più significative collezioni universitarie italiane dedicate all’arte contemporanea e un programma...

Oltre cento opere di artisti internazionali, una tra le più significative collezioni universitarie italiane dedicate all’arte contemporanea e un programma...

Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su Google
Oltre cento opere di artisti internazionali, una tra le più significative collezioni universitarie italiane dedicate all’arte contemporanea e un programma di attività che intreccia ricerca e partecipazione pubblica. Il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona nasce dalla convinzione che l’arte possa svolgere un ruolo attivo all’interno dell’università, contribuendo alla formazione, al dialogo tra i saperi e alla comprensione del presente. Un progetto che trasforma la collezione in uno spazio aperto di conoscenza e confronto, mettendo in relazione università, città e comunità.
Nato dalla donazione di una parte cospicua della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol, il Museo custodisce oltre cento opere realizzate prevalentemente dopo il 2000. Dipinti, fotografie, installazioni, video e sculture di artisti di quasi trenta Paesi compongono un patrimonio unico. Tra le opere più importanti il totem scultoreo Untitled di David Adamo, la fotografia Untitled I di Shilpa Gupta, l’installazione Mr. Miseria di Eva Marisaldi, la scultura assemblata Roam Rise di Nari Ward e l’assemblaggio tra pittura e scultura Senza Titolo di Jessica Stockholder (sopra in foto).
Il polo Santa Marta, sede principale del museo, è il cuore delle attività di ricerca culturale. Inserito nell’ex provianda militare austriaca ottocentesca, recuperata dallo Studio Carmassi (medaglia d’oro per l’architettura 2015) e trasformata in campus universitario, il museo si estende alle diverse sedi dell’Università di Verona, dove le opere dialogano con architetture, funzioni e comunità differenti.
© Riproduzione riservata