In sala 'The Invite', in amore vince chi sa cambiare - Cinema - Ansa.it
(di Lucia Magi)
Sarà anche vero, come
sosteneva Tolstoj, che ogni famiglia infelice è infelice a modo
suo. Eppure, non è difficile riconoscersi in quella raccontata
da Olivia Wilde in 'The Invite - Il piacere è tutto nostro': una
coppia di millennial logorata dalla routine, dai desideri che si
spengono e dalle aspettative personali rimaste a metà.
Nel film, al cinema grazie a I Wonder Pictures, Angela (la
stessa Wilde) e Joe (Seth Rogen) sono sposati da abbastanza
tempo da avere una figlia adolescente e un bell'appartamento a
San Francisco, pieno di buon gusto e vecchi risentimenti. Il
rancore trasuda da ogni conversazione. Basta che uno faccia un
complimento perché l'altro si irriti: "Non potresti dirlo più
spesso?". Le loro vite sono stantie, la loro relazione è
scontata. Hanno disperatamente bisogno di una scossa.
Arriva dal piano di sopra, sotto forma di Piña (Penélope
Cruz) e Hawk (Edward Norton), i vicini affascinanti e
disinibiti, felicemente non sposati, le cui attività notturne
sono piuttosto rumorose. Joe, tornando dal lavoro nel mediocre
conservatorio musicale dove insegna, è felicissimo di trovare
sul tavolo formaggi e salumi. Il piacere si trasforma in orrore
quando Angela - dopo averlo rimproverato per essersi
"dimenticato il vino" - gli spiega che il cibo è destinato ai
vicini, che ha invitato a cena. Lui è sicuro che lei non gli
abbia detto nulla. Lei insiste di averlo fatto. Nel mezzo del
litigio, suona il campanello.
"Mi piace l'idea che Peña e Hawk siano una specie di
proiezione. C'è un momento di combustione in cui Angela e Joe si
urlano addosso, ammettono: 'Siamo infelici'. Quell'attimo di
verità apre una specie di portale magico da cui appaiono i
vicini, si materializzano quasi dal nulla", racconta Wilde a
margine di una proiezione a Los Angeles.
Comincia così una "unromantic comedy" su sesso, matrimonio e
scambi di coppia. Tra imbarazzi, frecciate, un soufflé che si
sgonfia e un'ospite inaspettatamente vegana, i due "intrusi"
mettono a nudo l'immobilità, la distanza e il dolore dei padroni
di casa. Ne sono la perfetta nemesi: sexy, in sintonia e non
monogami, quanto gli anfitrioni appaiono schiacciati
dall'abitudine e dai rinfacci, quasi mimetizzati con
l'arredamento (la camicetta che indossa Angela ha esattamente lo
stesso tono delle pareti). Con spregiudicata ironia, una regia
puntuale e attori in stato di grazia, la commedia vira verso il
dramma.
"Sono cresciuta amando i film di Mike Nichols, Woody Allen,
Rob Reiner e Nora Ephron. Amo le commedie. Ho sempre voluto
trovare un progetto che mi permettesse di affrontare un film
come una pièce teatrale: fare le prove, girare le scene in
ordine cronologico e usare la pellicola. Avevo questi sogni",
riflette la 42enne, alla sua terza regia dopo la commedia
adolescenziale 'La rivincita delle sfigate' e il thriller 'Don't
Worry Darling'. "Quando ho ricevuto l'adattamento di Will
McCormack e Rashida Jones del film spagnolo 'Sentimental' di
Cesc Gay, a sua volta tratto dalla pièce teatrale di Gay, l'ho
letto, ho riso tantissimo e ho pensato che era perfetto per il
mio esperimento. Se fossi riuscita a riunirei gli attori
migliori, forse ce l'avrei fatta".
"Io e Seth - confida Wilde - apparteniamo alla stessa
generazione di Hollywood, ci conosciamo da 25 anni e ci siamo
visti crescere e cambiare. Abbiamo fatto insieme i provini per
'Molto incinta', ma non mi hanno presa. Abbiamo dovuto aspettare
fino a 'The Studio' per lavorare insieme. Sono bastati due
giorni sul set per farmi innamorare di nuovo della recitazione e
capire che lo volevo in questo film".
Cruz, veterana delle commedie di Pedro Almodóvar, con sorrisi
che presto virano in pugni allo stomaco, sexy e libera come in
'Vicky Cristina Barcelona' di Woody Allen, è l'incarnazione di
tutto ciò che Angela vorrebbe essere: una terapeuta-sessuologa,
sensuale e sicura di sé, diretta e in sintonia con il proprio
corpo e i propri sentimenti. "Edward ha riempito il suo
personaggio - afferma Wilde - Mi ha chiamato lui per proporsi
per il ruolo. Mi ha detto: 'Adoro il film originale e ho delle
idee su come possiamo trasformarlo insieme in qualcosa di nuovo
e fresco'. Prima che Edward ci lavorasse, il vicino aveva un
nome banale tipo Lance, era il vigile del fuoco giovane e sexy
del piano di sopra e non era neanche lontanamente così
sfaccettato", racconta la cineasta.
Wilde riflette: "Mi è rimasto impresso un principio della
psicoterapeuta Esther Perel, secondo cui si possono avere più
relazioni all'interno della stessa relazione. Mi è sembrato un
modo così ottimista e realistico di considerare un impegno a
lungo termine: non puoi aspettarti di non cambiare e di non
evolvere mai. Anzi, quello è un modo sicuro per far fallire una
relazione. Ma ti è concesso iniziare una nuova relazione con
quella stessa persona, se scegli di farlo".
Supereranno la loro crisi Angela e Joe? La frase di Oscar
Wilde che apre il film sembrerebbe un pronostico negativo:
"Bisogna essere sempre innamorati. Questa è la ragione per cui
non ci si dovrebbe mai sposare". Ma quando Wilde chiede per
alzata di mano quanti pensano che i due resteranno insieme e
quanti invece che si lasceranno, la platea si spacca a metà.
"Ognuno trova la propria strada per sopravvivere", conclude la
regista.
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