In corteo i parenti di Fakir, 'restituiamo l'abbraccio di Bologna' - Notizie - Ansa.it
Si sono posizionate in testa al corteo poco prima che iniziasse a sfilare da Palazzo d'Accursio verso la stazione di Bologna. Hanno sorriso e salutato il sindaco Matteo Lepore e si sono unite alle migliaia di persone scese in piazza per commemorare il 46/o anniversario della strage del 2 agosto 1980. Le parenti di Abderrahim Fakir, la nipote Yossra e la sorella Khadija, hanno camminato accanto alle istituzioni, restituendo a Bologna la vicinanza dimostrata alla loro famiglia per il lutto. "L'abbraccio della città mi ha commossa. Mi sono stati tutti vicini e questo riconferma il fatto che Bologna è una città unita", ha detto Yossra.
Sullo sfondo, il sostegno corale dei cittadini che hanno appaludito e salutato Lepore con cori di incoraggiamento dopo che il primo cittadino di Bologna ha subìto una valanga di minacce social proprio in seguito al caso Fakir, facendolo finire sotto scorta. Ma a 'scortare' Lepore, durante la manifestazione, è stata una folta delegazione di amministratori dem arrivati da tutta Italia tra cui, da Genova, Ilaria Salis, e da Bari Vito Leccese. "Per noi era importante essere qui, essere vicini al sindaco Matteo Lepore e alla città di Bologna in questo giorno di ricordo", ha detto Salis.
E la stessa segretaria del Pd, Elly Schlein, ha lodato il suo intervento dal palco della stazione: quelle di Lepore, ha detto, sono "parole importanti ed emozionanti". "Come Pd - ha sottolineato - ci tenevamo a essere qui anche oggi, come io ci sono da figlia adottiva di Bologna ormai da più di vent'anni.
Non possiamo mancare, perché è un grande appuntamento che guarda a tutto il paese. E non guarda al passato, come ha detto Lepore, ma guarda al presente e al futuro. A quei valori costituzionali che non dobbiamo mai dimenticare e che dobbiamo attuare fino in fondo".
Forte di questo sostegno, a due settimane dalle polemiche e dagli scontri di piazza seguiti alla morte del 42enne marocchino in un fermo di polizia, Lepore afferma che "Bologna non è una città dell'odio. È una città che, ogni giorno, sceglie deliberatamente di prendersi cura di sé, e lo fa proprio a partire dai più fragili".
Dal lato opposto della manifestazione, in chiusura del corteo, hanno sfilato separatamente anche attivisti di Potere al popolo, esponendo lo striscione "Uno Bianca e Fakir, basta omicidi e stragi di Stato". Lo spezzone, che più volte ha intonato i cori "Giustizia per Fakir", ha lasciato la piazza della stazione senza contestazioni, dopo aver commemorato le vittime della strage del 2 Agosto con un minuto di silenzio. Con il triplice fischio del treno che ha risuonato ricordando simbolicamente l'orario, le 10 e 25, in cui è esploso l'ordigno che ha causato 85 morti e oltre 200 feriti. Una ricorrenza che Yossra sostiene di aver vissuto "con grande rispetto e anche con dolore, perché quando vivi una perdita così da vicino tutto assume un peso diverso. Non è solo una commemorazione, è qualcosa che senti dentro, ti parte in automatico", ha concluso la nipote di Fakir.
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