In classe a 6 anni con il coltello nello zaino - Notizie - Ansa.it
Potrebbe esserci la volontà di intimidire un compagno, mostrando la lama come gesto di forza, dopo il furto di un giocattolo o un oggetto subito in classe, dietro la decisione di un bambino di sei anni di portare a scuola, nascosto nello zaino, un coltello da cucina lungo 13 centimetri. L'episodio è avvenuto in una scuola elementare di Trepuzzi, in provincia di Lecce.
Se l'alunno abbia avuto intenzione di usare il coltello, di darlo a qualcuno o se, come sembrerebbe, si sia trattato di un atto dimostrativo, intimidatorio, forse istigato da un altro compagno, saranno servizi sociali e magistrati minorili ad accertarlo. Resta il gesto di un bambino di sei anni, che ha scosso la famiglia, la comunità scolastica e l'intera città, proprio nei giorni in cui in altre scuole d'Italia, da Roma a Lamezia Terme, altri studenti più grandi di lui, hanno portato a scuola coltelli, con conseguenze però ben più gravi.
A Roma nei giorni scorsi uno studente ha accoltellato una professoressa; in Calabria un altro 14enne avrebbe pianificato di accoltellare la propria docente di italiano. L'episodio avvenuto in Salento risale a giovedì mattina.
A dare l'allarme è stata l'insegnante, avvisata da un compagno di classe del piccolo. È bastato un controllo nello zainetto per scoprire la presenza dell'arma bianca. Subito è stata allertata la dirigenza e a scuola, in pochi minuti, sono arrivati anche i genitori del bambino e i carabinieri, coordinati dalla Procura per i minorenni di Lecce, oltre ad aver attivato i servizi sociali.
A quanto si apprende, il bambino potrebbe essere stato spinto da un compagno a portare il coltello in classe, come conseguenza di una lite precedente con altri scolari. Il litigio potrebbe essere stato scatenato dal furto di un oggetto che il bambino alcuni giorni prima aveva portato a scuola. Prima di mostrare la lama al possibile destinatario del gesto intimidatorio, il piccolo avrebbe fatto vedere il coltello ad un altro compagno, che ha subito avvisato l'insegnante. Quello che è emerso fino ad ora è che alla base del gesto non ci sarebbe stata la volontà di offendere ma, al più, di intimidire o probabilmente difendersi. La famiglia, già sentita da chi sta ricostruendo i fatti, è sotto choc e i genitori hanno dichiarato di non sapere nulla.
Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Trepuzzi, Giuseppe Maria Taurino, per "rassicurare l'opinione pubblica e i genitori. La situazione - ha detto - è sotto controllo ed è seguita con la massima attenzione dalla Direzione scolastica di concerto con i Servizi sociali del Comune e le autorità competenti". "Preso atto della delicatezza della vicenda che, voglio ricordare a tutti, coinvolge minori, invito i miei concittadini a non assumere atteggiamenti di allarmismo. Quanto accaduto - ha aggiunto Taurino - certamente ci porta ad accendere un faro su un fatto critico che non può e non ci deve lasciare indifferenti. Le istituzioni preposte sono al lavoro per ricostruire i fatti che hanno caratterizzato questo episodio".
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