«In 5 anni è sparito il 20% dei ghiacciai svizzeri». L'avviso dei climatologi (che temono nuove frane)
I ghiacciai svizzeri stanno scomparendo. Secondo un rapporto di diffuso da Glamos (Glacier Monitoring Switzerland), che da anni si occupa di documentare e monitorare i cambiamenti dei ghiacciai nelle Alpi svizzere, dall'inizio del 2026 si è registrata una perdita del loro volume superiore al 5%. Un dato che riflette la drammatica trasformazione del paesaggio alpino, oggi ridotto a una immensa distesa di roccia.
«Ne ho visitato uno la settimana scorsa ed è davvero impressionante trovarsi in questo paesaggio lunare dove solo pochi anni fa c'era un grande strato di ghiaccio, un esteso ghiacciaio», ha dichiarato Matthias Huss, glaciologo dell'ETH di Zurigo e autore principale del rapporto. «E ora è un deserto roccioso dove si trovano ancora alcuni blocchi sparsi di ghiaccio antico che si sciolgono sulle rocce roventi».
Cosa dicono i dati
Il dato più rilevante riguarda la rapidità con cui si sta verificando lo scioglimento. «È davvero disastroso», ha affermato il dottor Matthias Huss, direttore di Glacier Monitoring Switzerland, l'organizzazione che ha redatto il rapporto.
Gran parte della neve che copre i ghiacciai è scomparsa rapidamente durante le intense ondate di calore di maggio e giugno, lasciando scoperto il ghiacciaio sottostante. «Dieci anni fa non avrei mai pensato che fosse possibile perdere i ghiacciai così rapidamente», ha affermato il dottor Fabien Maussion, glaciologo dell'Università di Bristol. «Quello che è successo quest'estate è estremamente preoccupante...
ma allo stesso tempo era prevedibile», ha aggiunto.
Devastating glacier loss in Switzerland in the extreme year 2026 - 5.5% of the remaining ice is gone! I'm still struggling to grasp the extent of this decline. This loss almost catches up with the record-shattering year 2022: too little snow in winter and intense heat @glamos_ch https://t.co/eCNoUhwD9J
— Matthias Huss (@matthias_huss) October 1, 2026
Le cause
Il rapporto, frutto della collaborazione tra la Rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai e la Commissione svizzera per l'osservazione della criosfera, ha rilevato che lo spessore medio dei singoli ghiacciai è diminuito tra i 2,5 e i 4 metri nel 2026. Tra le principali cause c'è sicuramente il riscaldamento globale , che questa estate ha portato ad ondate di calore estreme dopo un inverno caratterizzato da scarse nevicate in quota.
Lo scioglimento di questi giganti di ghiaccio potrebbe minacciare le risorse idriche per l'agricoltura e l'energia idroelettrica, nonché aumentare il rischio di frane in alcune zone, che in casi estremi possono provocare inondazioni improvvise, come accaduto in Nepal ad agosto. L'acqua di fusione dei ghiacciai rappresenta infatti un'importante fonte idrica per l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica, specialmente durante i periodi di caldo e siccità. Gli scienziati stimano che tra luglio e settembre i ghiacciai svizzeri abbiano rilasciato 2,2 trilioni di litri di acqua di fusione.
La perdita di ghiaccio potrebbe comportare problemi a lungo termine, ha avvertito Huss, poiché i ghiacciai più piccoli non sarebbero in grado di reintegrare i livelli d'acqua nella stessa misura. «In alcuni ghiacciai abbiamo riscontrato una perdita di ghiaccio di quattro metri nel punto più alto, dove in questo periodo dell'anno dovrebbero essere coperti da diversi metri di neve invernale», ha affermato Huss.

Non tutto è perduto
Gli scienziati affermano che il clima è ormai troppo caldo perché molti ghiacciai alpini possano sopravvivere. Emblematico è il caso del ghiacciaio del Plattalva nella Svizzera orientale, dichiarato estinto dopo essere scomparso del tutto a causa delle temperature estreme. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che una drastica riduzione delle emissioni di carbonio può ancora salvare gran parte dei ghiacciai del mondo. Ciò vale in particolare per l'Himalaya e le regioni polari, dove si trova la maggior parte del ghiaccio del pianeta.
«Lì possiamo ancora fare una grande differenza nella protezione del clima», ha affermato Huss. «Se queste masse di ghiaccio potranno essere salvate o stabilizzate, potremo limitare l'innalzamento del livello globale del mare... che potrebbe colpire miliardi di persone che vivono lungo le coste».
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