IMXDILE presenta il singolo Solo per Gioco: il video

Solo per Gioco nasce dalla voglia di raccontare una situazione in cui, secondo me, è facile ritrovarsi: quando inizi a frequentare qualcuno senza avere aspettative precise, pensando di poter vivere tutto con leggerezza, ma poi ti accorgi che qualcosa sta cambiando. All’inizio sembra tutto semplice, ci si diverte, si scherza, si cerca di non dare troppo peso alle cose. Poi, piano piano, inizi a pensarci più del previsto, a immaginare come potrebbe andare e a chiederti se anche l’altra persona stia vivendo le stesse sensazioni. È proprio da questa contraddizione che è nata la canzone. Da una parte c’è la voglia di lasciarsi andare, di vivere il momento senza farsi troppe domande; dall’altra c’è la paura di esporsi, di affezionarsi e magari di rimanerci male. A volte è più facile dire che è tutto un gioco, perché in questo modo non devi prenderti la responsabilità di quello che provi. Ma quando iniziano a esserci dei sentimenti, diventa difficile continuare a far finta di niente.

Musicalmente, volevo che il brano avesse un’atmosfera fresca e un po’ estiva, con sonorità pop urban e indie. Mi piaceva l’idea di un pezzo che fosse leggero nell’ascolto, ma che raccontasse qualcosa di più profondo. La chitarra e la batteria danno al brano un’energia che accompagna i ritornelli, mentre le strofe lasciano spazio a una dimensione più intima. Cercavo un equilibrio tra queste due sensazioni, perché rispecchiano anche quello che succede nella storia: all’apparenza sembra tutto semplice, ma dentro i protagonisti si fanno sempre più domande.

Anche per il videoclip volevo mantenere questa spontaneità. Mi immaginavo un’atmosfera estiva, una macchina d’epoca, gli amici intorno al fuoco e la musica che accompagna la serata. Non volevo qualcosa di troppo costruito, ma una situazione che desse l’idea di un momento vissuto davvero, tra amici, canzoni e pensieri che ogni tanto prendono il sopravvento. Per questo ci sono anche scene in cui mi ritrovo da sola, all’interno della macchina, come se stessi parlando direttamente alla persona a cui penso. Il foglio su cui scrivo, gli sguardi in camera e i piccoli gesti raccontano tutto quello che magari non riuscirei a dire apertamente. Mi piaceva alternare questi momenti più intimi alle scene di gruppo, proprio per mostrare la differenza tra quello che facciamo vedere agli altri e quello che ci passa davvero per la testa. Il finale, invece, rimane aperto. Non volevo dare una risposta precisa o spiegare come va a finire tra i due protagonisti. Nella vita, spesso, le cose restano in sospeso e non sempre sappiamo come andranno a finire.

Per me Solo per Gioco parla proprio di questo: di quando parti senza aspettarti niente e finisci per desiderare qualcosa in più, anche se magari non sei ancora pronto ad ammetterlo. Perché a volte le cose che iniziano per gioco sono proprio quelle che riescono a coinvolgerti più del previsto.