Immigrazione, l'Arabia Saudita deporta 15mila persone in una settimana (il 58% sono etiopi)
L’Arabia Saudita ha deportato 14.905 persone nell’ambito di una vasta operazione nazionale contro le violazioni delle norme su soggiorno, lavoro e sicurezza delle frontiere e gli etiopi rappresentano la maggioranza degli stranieri fermati mentre tentavano di entrare illegalmente nel Paese.
La campagna di controlli, condotta tra il 20 e il 26 agosto, ha portato all’arresto di 14.434 persone, secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno saudita. Nel dettaglio, 6.976 persone sono state fermate per violazioni delle norme sulla residenza, 4.110 per infrazioni alle regole sulla sicurezza delle frontiere e 3.348 per violazioni delle disposizioni sul lavoro.
Etiopi in maggioranza tra gli arrestati al confine
A colpire, soprattutto, sono i dati relativi agli ingressi irregolari, dei 1.450 stranieri arrestati mentre tentavano di entrare illegalmente in Arabia Saudita, il 58% era di nazionalità etiope. I cittadini yemeniti rappresentavano invece il 41%, mentre il restante 1% era composto da persone di altre nazionalità. E altre 44 persone sono state fermate mentre tentavano di lasciare illegalmente il Paese.
L’Arabia Saudita è una delle principali economie del Medio Oriente e rappresenta una delle destinazioni più importanti per i lavoratori migranti provenienti dall’Africa e dall’Asia. Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2025 l’economia saudita è cresciuta del 4,6%, sostenuta dall’aumento della produzione petrolifera e dalla crescita delle attività non legate al petrolio.
L’intensificazione dei controlli arriva mentre Riyadh prosegue nell'applicazione delle norme sull'immigrazione e sul lavoro, parallelamente all'attuazione del programma Vision 2030, che ha aumentato la domanda di manodopera nei settori dell'edilizia, dell'ospitalità, della logistica e in altre attività.
Quasi 30mila persone ancora sottoposte alle procedure
Oltre alle 14.905 deportazioni già completate, le autorità saudite hanno avviato le procedure per altri 18.914 cittadini stranieri, affidandoli alle rispettive rappresentanze diplomatiche per ottenere i documenti di viaggio necessari mentre altre 2.867 persone erano invece in attesa di completare le procedure per il rimpatrio.
Complessivamente, 29.938 espatriati, tra cui 27.957 uomini e 1.981 donne, risultavano ancora sottoposti alle procedure legate alle violazioni delle norme sull'immigrazione e sulla residenza.
Durante l'operazione sono state inoltre fermate 27 persone accusate di aver trasportato, ospitato o dato lavoro a individui che violavano le norme sulla residenza, sul lavoro o sulla sicurezza delle frontiere.
L'operazione rientra in una più ampia serie di campagne di controllo condotte in tutto il Paese contro le violazioni delle norme sull'immigrazione e sul lavoro e contro chi favorisce la permanenza irregolare degli stranieri.
Operazioni analoghe hanno portato a migliaia di arresti e deportazioni anche nei mesi precedenti: nella settimana conclusa il 19 agosto, le autorità avevano registrato oltre 14mila arresti, mentre in luglio e maggio le operazioni settimanali avevano portato, in singoli casi, a più di 10mila deportazioni.
Le autorità saudite hanno inoltre avvertito che chi facilita l'ingresso illegale nel Paese, trasporta o nasconde persone prive dei requisiti di soggiorno rischia fino a 15 anni di carcere, una multa fino a un milione di riyal sauditi e la confisca dei veicoli o degli immobili utilizzati per commettere le violazioni.
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