Ilaria Cucchi e il matrimonio con Fabio Anselmo: «Mi sono innamorata il giorno della prima sentenza»

La senatrice di Avs: se mio fratello non fosse stato ucciso non ci saremmo mai incontrati

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«Mi sono innamorata di Fabio da subito. Lui all’inizio aveva degli scrupoli comprensibili. Sono stata io a prendere l’iniziativa». La senatrice di Avs Ilaria Cucchi racconta così a Repubblica come ha conosciuto l’avvocato Anselmo, che sposerà a fine mese a Vallefoglia nel Montefeltro in provincia di Pesaro-Urbino. Un matrimonio senza vip ma con i quattro figli, due per ciascuno da relazioni da precedenti, a fare da testimoni. Anselmo, dice Cucchi, era frenato da questioni deontologiche e dal fatto «che mi aveva conosciuta in una circostanza tragica. Se mio fratello non fosse stato ucciso, non ci saremmo mai incontrati Fabio Anselmo, famoso avvocato di Ferrara, e io di Roma. Era felice, ma addolorato per questo».

Lei invece ha pensato «che Fabio per me era il regalo di Stefano, mio fratello. Stefano mi voleva bene più di qualunque altra cosa al mondo e, anche nei suoi momenti più difficili, la sua domanda era sempre: “Ila, ma tu sei felice?”. Stefano se n’è andato, ma non mi ha lasciata da sola: mi ha lasciata con lui. Fabio è stata la svolta della mia vita». Veniva da un matrimonio durato 9 anni e con due figli: «Ero la mamma perfetta nel suo mondo perfetto, poi è arrivato l’uragano. Nell’immaginario collettivo la sorella del morto deve soffrire e punto. Io invece, in tutta questa sofferenza, ho seguito quello che ripeteva sempre Luigi Manconi: quando ti capita una cosa così drammatica, o ti chiudi nel tuo dolore e diventi cattivo, e magari è pure giustissimo e condivisibile, oppure trovi il modo di trasformare quel dolore in qualcosa di positivo che ti consenta di andare avanti e aiutare qualcun altro».

31 ottobre 2014

Cucchi dice che il momento in cui ha capito di essere innamorata «era il 31 ottobre 2014, il giorno della sentenza per il primo processo, quello dove assolvono tutti. Eravamo fuori dall’aula e Fabio piangeva. Mio padre gli mette la mano sulla spalla e dice: “Dai Fabio non è finita”. Io invece continuavo a dirgli: “Guarda Fabio che abbiamo vinto”. Aveva cercato di ribaltare il tavolo e avevamo vinto perché quel processo era chiuso e finalmente si diceva che Stefano Cucchi non era morto per la droga, ma perché qualcuno lo aveva picchiato».

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Dice di essersi innamorata «nel momento in cui ho visto questo avvocato di fama internazionale versare lacrime vere perché a un ragazzo tra gli ultimi, come era mio fratello, erano stati calpestati i diritti. È stato il momento in cui gli ho detto: “Fabio guarda che abbiamo vinto, noi cambieremo il mondo”. Lui mi prendeva in giro». E conclude: «Guardando indietro, non so mica se abbiamo cambiato qualcosa. Però, ripensandoci, almeno un pochino ci abbiamo provato e lo abbiamo fatto insieme».

16 anni

Ormai sono 16 anni che stanno insieme: «Difficilmente litighiamo, discutiamo moltissimo perché abbiamo opinioni che non sempre sono identiche, ma litigare no. Siamo veramente uniti su tutto, è la cosa meravigliosa della seconda parte della mia vita. E la cosa bella è che, mentre il più delle volte le difficoltà dividono, io mi innamoro di lui ogni giorno di più. Ogni volta, per esempio, che lo vedo dannarsi fino a tarda sera per un processo, io mi “addanno” con lui. E andiamo al letto parlando di questo».

Il viaggio di nozze

In viaggio di nozze andranno «a Fiume, dove sono le origini della famiglia di Fabio, che ha vissuto il dramma delle foibe. Il nostro sogno è andare lì a ritrovare le radici». Mentre sulle Marche: «Entrambe le nostre famiglie provengono da qui. I miei nonni paterni e la famiglia di Fabio provengono dal pesarese, questi rimangono i nostri luoghi del cuore. Viviamo in una casa in collina a Vallefoglia. Per questo ci teniamo a sposarci qui». Li sposerà «Palmiro Ucchielli, il sindaco di Vallefoglia, ex senatore del Pd. Nel tempo è diventato un amico».