IL VIDEO. Turisti e curiosi circondano un cervo che all'improvviso li
E' successo ieri a Scanno e ricorda a tutti come gli animali selvatici devono essere lasciati in pace: dalle marmotte alle volpi, passando per i grandi carnivori e i cuccioli di cervo e cerbiatto la fortuna dei selvatici è sempre di avere a che fare il meno possibile con l'uomo
SCANNO. Gli animali selvatici sono animali selvatici e tali restano e che gli uomini provino ad avvicinarli resta sempre e comunque una pessima idea. Che si tratti di un predatore, una preda, un animale piccolo o grande. Lo è per le persone che rischiano reazioni imprevedibili e lo è per gli animali stessi che possono non essere capiti (e magari poi essere abbattuti perché bollati come ''esemplari pericolosi'') o possono diventare via via sempre più confidenti condannandosi a morte.
L'esempio più efficace, in questo senso, è quello delle volpi che nel parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise attendono a bordo strada i turisti in auto che si fermano a dar loro il cibo e spesso e volentieri finiscono per essere investite dalle macchine in transito ('Quante volpi ancora dobbiamo vedere uccise a bordo strada, investite mentre aspettavano che l'ennesimo passante desse loro del cibo?'', si chiedeva il parco in una campagna di sensibilizzazione). Ma si può ricordare anche quegli ungulati che sulle Dolomiti girano per i paesi in cerca di cibo (che viene dato loro dai residenti) o le marmotte nutrite dagli escursionisti che poi faticano a reperire per conto proprio il cibo e sviluppano anche delle malformazioni (il caso del dente escresciuto). Per non parlare dei grandi carnivori che in quanto tali rischiano l'abbattimento se si avvicinano all'uomo.
Ieri a Scanno, sempre in Abruzzo, è successo quel che si vede nel video di Paolo Forconi. Turisti e curiosi si sono radunati intorno a un cervo evidentemente a suo agio tra le persone. All'improvviso, però, l'animale ha deciso che non si sentiva più a suo agio e ha caricato chi si trovava davanti a lui. Fortunatamente ha solo sbattuto a terra uno dei presenti perché la situazione poteva finire in maniera molto più grave. Il consiglio, allora, è sempre lo stesso. Non interferire con la vita degli animali selvatici. Se si vuol loro bene non vanno nutriti, avvicinati, accarezzati (quanti appelli per i piccoli di cervi e cerbiatti trovati tra i prati che non vanno nemmeno toccati altrimenti li si condanna a morte perché la madre non li riconoscerà).
La garanzia per gli animali selvatici di vita migliore è quella di mantenere sempre e comunque una sana paura dell'uomo. In questo modo faranno il possibile per evitarlo e questo sarà per loro la garanzia migliore di vita lunga e piena.