Il valzer delle partenze nello scalo di Cagliari: «Un girone infernale»  - L'Unione Sarda.it

Controesodo da incubo, aerei pieni e spesso in ritardo

02 settembre 2026 alle 00:58

File interminabili per i passeggeri: «Così si rischia di perdere il volo» 

Dice l'uomo con il trolley rosso fuoco che è una questione di fortuna: «Anche pochi minuti qui possono fare la differenza». Filosofia spiccia, in una mattina trascorsa all'aeroporto Mario Mameli. Con il rischio – concretissimo – di perdere il volo e pure la pazienza. Perché il controesodo si fa sentire forte, insieme alle lamentele di chi prima delle nove si è trovato imprigionato nella lunghissima fila che manco alle Poste nel giorno delle pensioni. «Se ci si organizza bene, il problema non si crea», dice l'uomo del trolley, che sta vicino agli imbarchi ma in realtà è appena arrivato e attende la moglie davanti alla toilette, col sottofondo musicale del signore che allieta l'attesa suonando il pianoforte, che non addolcisce le proteste.

Mattina lunga

Non è necessario guardare il calendario: basta andare al primo piano – quello delle partenze – per accorgersi che il problema è tutt'altro che risolto. Alle 8,40 gli aspiranti viaggiatori sono così tanti da attraversare tutta la hall. C'è chi, terminate le vacanze in terra sarda, si accinge a far rientro a casa, oltre ai forzati dell'attesa che da Cagliari si spostano per questioni mediche o di lavoro. Ma la fila è democratica, e non certamente piacevole. Si avanza lentamente: troppo per scongiurare l'eventualità di restare a terra. Con i varchi che sembrano quasi un miraggio e il Fast check, che è tutto fuorché veloce, anche se consente di beneficiare della corsia prioritaria. Perché la fila per arrivare ai controlli si fa pure lì. No, non c'è davvero nulla di veloce nel mese nuovo partito coi problemi vecchi, destinati a riproporsi anche nei prossimi giorni.

Partenze a rilento

I disagi si ripetono, identici a quelli dei giorni scorsi. Fine agosto come inizio settembre: con i numeri positivi dello scalo sardo che fanno sorridere, per questa stagione turisticamente al rialzo, e le criticità ordinarie che sono al rialzo pure loro. Sarà forse questione di organizzazione, ma nelle prime ore della giornata, quando si registra il picco dei voli ravvicinati, tra low cost e tratte in Continuità territoriale per Milano e Roma, il sistema va in tilt. Il risultato sono centinaia di passeggeri costretti alla lunga, lunghissima attesa prima di poter raggiungere l'agognato gate. Il principale scalo dell'Isola, con oltre cinque milioni di passeggeri, dimostra di faticare parecchio nel gestire i flussi di traffico in alta stagione.

Controesodo

Si sperava fosse un problema dell'ultimo fine settimana d'agosto, ma si continua ad aspettare per raggiungere gli imbarchi. Immancabile tappo: ai primi controlli, con la freccia gialla che indica i gates, per gli ultimi della coda è un miraggio leggere i numeri. Le tre signorine ferme accanto al lettore ottico del biglietto sono gentilissime, anche mentre confermano la lunga fila svanita un quarto d'ora dopo le nove: «Si va a ondate, come sempre. I voli sono pieni, in alcune fasce orarie molto ravvicinati tra loro e purtroppo la gente spesso arriva all'ultimo momento invece di presentarsi con due ore di anticipo, come si dovrebbe». Lo dice la prima, e le altre due annuiscono rincarando la dose. «Non piace a nessuno stare in fila, ma basta organizzarsi per tempo e si risolve il problema». Sicuramente qualche ritardatario c'è, ma pure i voli lo sono: 67 nell'ultimo giorno di agosto, 39 ieri. Col tempo che rema contro in entrambi i casi.

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