Il tartufo di Acqualagna strega i vip a Venezia, da Eva Henger ad Attilio Romita: successo al “Galà delle Celebrità”

Cecilia Capriotti; Davide Possanzini, Emanuela Bartolucci assieme ad Adriana Volpe; a destra, Attilio Romita
Acqualagna (Pesaro), 12 settembre 2026 – Dalle colline marchigiane al palcoscenico dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia: giovedì il tartufo di Acqualagna è stato protagonista al “Gran Galà delle Celebrità”. A gustarne l’eccellenza, tanti volti noti dello spettacolo tra cui Cecilia Capriotti, Attilio Romita, Adriana Volpe, Patrizia Pellegrino, Eva Henger, Antonella Fiordelisi, Miriana Trevisan, Artem Tkachuk.
Bartolucci: “Occasione di promozione territoriale”
Dopo il colpaccio al festival di Sanremo siete riusciti a portare il nome di Acqualagna anche sulle tavole più importanti della Mostra di Venezia: “Non si è trattata soltanto di una presenza gastronomica – afferma Emanuela Bartolucci, Ceo di Acqualagna Tartufi main sponsor della serata –. Per Acqualagna è stata soprattutto un’occasione di promozione territoriale: portare il tartufo in questo contesto internazionale significa raccontare a tutto il mondo, attraverso un prodotto riconoscibile e prestigioso, la storia di un territorio, il lavoro dei cavatori, la cultura della cerca e una tradizione che da generazioni lega profondamente la nostra comunità al bosco. A Venezia le scaglie del nostro tartufo estivo hanno impreziosito ed insaporito l’antipasto di carpaccio di tonno condito con olio extravergine di oliva e pepe nero, e gli gnocchi della casa con granchio blu. È proprio questa capacità di dialogare con cucine, ingredienti e culture differenti a rendere il tartufo un ambasciatore di assoluto livello dell’enogastronomia italiana”. Fra i tanti complimenti arrivati per il tartufo di Acqualagna, anche quelli di Eva Henger e Attilio Romita, invitati ad Acqualagna.

Eva Henger; a destra, lo staff di Acqualagna tartufi con Alice Scatassi
Possanzini: “Il nostro tartufo voce narrante e ambasciatore autentico del Made in Italy”
Essere stati in un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia, significa anche incontrare persone, realtà e mondi diversi e creare nuove opportunità di business: “Portare il tartufo di Acqualagna in un palcoscenico così prestigioso significa far dialogare due forme d’arte che condividono la stessa anima: il grande cinema e l’alta gastronomia – sottolinea Davide Possanzini, direttore generale di Acqualagna Tartufi –. Entrambi vivono di passione, narrazione e ricerca della bellezza. Se il cinema racconta ed emoziona attraverso immagini e parole, noi lo facciamo attraverso la memoria sensoriale, i profumi e l’identità profonda della nostra terra. Da un contesto internazionale come la Mostra del Cinema di Venezia ci aspettavamo e ci portiamo a casa proprio questo: una feconda contaminazione culturale. Questa manifestazione è un crocevia globale di sensibilità, linguaggi e prospettive differenti: un’opportunità unica per la nostra azienda di creare sinergie organiche con il mondo dell’arte, del lusso e del lifestyle internazionale. Il nostro tartufo non deve limitarsi a essere un ingrediente d’eccellenza nel piatto, ma deve farsi voce narrante e ambasciatore autentico del Made in Italy nel mondo, capace di dialogare da pari a pari con eventi e progetti culturali di altissimo profilo”.
Cibo e cinema
Il cinema, come l’imprenditoria, nasce spesso da una visione e dalla capacità di trasformarla in una storia. Inevitabile la contaminazione tra cibo e cinema con tanti vip ad apprezzare. C’è un film che ha ispirato e nel quale Emanuela Bartolucci ritrova assonanze col suo percorso professionale? “Se penso a una figura che incarni la leadership femminile – risponde Emanuela Bartolucci – penso ad Elisabetta I nel capolavoro Elizabeth. La sua lezione è chiara: la forza delle donne non sta nell’imitare i modelli maschili, ma nel valorizzare ascolto, diplomazia e flessibilità. Elisabetta ha trasformato l’essere una donna sola al comando nella sua arma più potente, rifiutando i “matrimoni di convenienza“, che ne avrebbero limitato l’autonomia, per proteggere l’autonomia del suo Paese. Nel mio percorso d’impresa mi riconosco in questa visione: essere un’imprenditrice oggi significa rifiutare le scorciatoie, governare i processi con intelligenza strategica e flessibilità, e mettere l’ascolto e la fermezza al servizio della nostra missione. La nostra “corona“ è l’eccellenza del Tartufo di Acqualagna e la tutela del nostro territorio: difenderne l’autenticità e portarla sui palcoscenici internazionali richiede la stessa visione rigorosa e appassionata”.
La previsioni per la raccolta del tartufo bianco pregiato
Quanto alle previsioni per la raccolta del tartufo bianco pregiato, ancora non se ne possono fare. Si può comunque provare a ipotizzare tempi e contenuti di una raccolta come sempre molto attesa, quella del tartufo bianco pregiato: “E’ stata una estate strana – dice Emanuela Bartolucci – abbiamo avuto un agosto molto caldo, soprattutto con venti bollenti che hanno asciugato letteralmente la terra. Contemporaneamente abbiamo avuto un fenomeno preoccupante: i temporali estivi, che sono arrivati a macchia di leopardo, in varie zone dell’entroterra, hanno portato via i fioroni, ovvero il tartufo che nasce in superficie e che serve come concime naturale per la formazione di spore. Insomma potremmo avere avuto una stagione estiva non favorevole alla produzione del tartufo”. C’è stata però la grandine che resta una buona premessa: “Sì, le grandinate hanno rinfrescato il terreno: sciogliendosi lentamente la grandine, l’acqua scende in profondità. Ma il problema vero che è al momento non sembra esserci fiorone”. Questo potrebbe comportare, continua la ceo di Acqualagna tartufi, “un inizio di raccolta difficile, con un ottobre probabilmente poco generoso, ma con novembre e dicembre migliori. Siamo comunque un territorio vocato con tanti cercatori. Il tartufo arriverà”.