Il sindaco di Bacoli scrive al balenare che ha dato dei «pezzenti» a chi va al mare sulle spiagge libere: «Il vostro tempo è finito, i “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro»

Nella infinita questione aperta che riguarda i baleneari, tra concessioni balneari scadute (e la conseguente occupazione illegittima di gran parte degli stabilimenti, laddove i comuni non abbiamo indetto nuovi bandi), i prezzi di alcuni bagni che ogni estate toccano picchi realmente folli, e avventure decisamente originali per riuscire a fare un tuffo in mare, arriva a gamba tesa il botta e risposta di questi giorni tra il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, e un balneare.

Se in Italia sono occupati da stabilimenti balneari il 40-50% dei litorali (spesso lasciando liberi i tratti in posizioni sfavorevoli) con punte di occupazione del 70% del litorale in regioni come Liguria, Emilia-Romagna e Campania, il sindaco di Bacoli, località a nord di Napoli di fronte a Procida, da tempo si batte per ridare ai cittadini la possibilità di fare il bagno liberamente (anche rispetto alle porzioni di litorale occupata da lidi militare).

In questo contesto lo «scontro» sindaco-balneari è arrivato a una sua inequivocabile definizione con l'entrata in scena di una signora, che - riferisce il sindaco - dalla spiaggia libera è andata a lido vicino, ha consumato una bibita, ha chiesto di usare il bagno, e si è sentita per questo dare della «pezzente». Non solo - racconta il sindaco Josi Della Ragione - il balneare avrebbe poi aggiunto che visto il suo intento di aumentare le spiagge libere. il primo cittadino pare proprio che i pezzenti li ami.

Il risultato è la risposta del sindaco (su Facebook) che ha scatenato la rete, tra plausi e diffuso sostegno:

«Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene», inizia il sindaco nel suo post (riferendosi al fatto che le concessioni sono ormai scadute, «Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione. Perché il vostro tempo è finito».

E continua: «È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di “abusivo storico”. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché “il varco del lido è proprietà privata».

«Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio. I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa. Ve l’ho promesso: ci riusciremo».

E finisce con un appello agli imprenditori e ai lavoratori che svolgono il loro lavoro nel rispetto della natura e delle legge per ricostruire una nuova gestione del bene pubblico. Che sia veramente arrivato il momento di voltare pagina? Il cambiamento sta arrivando dai singoli sindaci, come il primo cittadino di Spotorno, a altri casi virtuosi al servizio dei cittadini.