Il serial killer che si traveste da donna (con un bambino in braccio) per scappare dalla polizia: "Ho ucciso 80 persone"

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Redazione 17 settembre 2026 13:41

Il serial killer fermato in Brasile (Screenshot da video Facebook Balanço Geral)

Un vestito, una parrucca, sandali da donna, occhiali scuri e le unghie dipinte. In braccio teneva un bambino di circa due anni, con il quale non aveva alcun legame di parentela. È il travestimento escogitato da Jorlan Lopes da Silva, 33 anni, per tentare di sfuggire alla polizia brasiliana. L’uomo, ricercato per una lunga serie di omicidi, è riuscito inizialmente a passare davanti agli agenti senza essere riconosciuto. A tradirlo sarebbe stato un tatuaggio rimasto scoperto dopo che il vestito si era spostato.

L’arresto è avvenuto domenica 13 settembre a Mulungu, nel Paraíba, stato a nord ovest del Brasile, al termine di un’operazione durata circa 48 ore. Nei suoi confronti era stato emesso un mandato di custodia cautelare. Insieme a lui sono finiti in manette altri due uomini, sospettati di essere coinvolti in diversi reati commessi nella zona.

La confessione: "Ho cominciato a uccidere a 13 anni"

Dopo la cattura, Lopes da Silva ha rilasciato agli investigatori una dichiarazione impressionante: ha sostenuto di aver ucciso circa 80 persone nel corso della propria vita e di aver commesso il primo omicidio quando aveva appena 13 anni.

Il numero, tuttavia, non è stato confermato. Al momento la polizia indaga sul suo possibile coinvolgimento in 16 omicidi avvenuti nell’arco di tre mesi nella regione del Vale do Mamanguape. Le autorità stanno confrontando il suo racconto con le indagini già aperte, i riscontri scientifici e gli archivi relativi ai delitti rimasti irrisolti.

Un giornalista brasiliano dà la notizia in tv. Screenshot da video Facebook BalancoGeral
Un giornalista brasiliano dà la notizia in tv (Screenshot da video Facebook Balanço Geral)
 

Sulle dichiarazioni dell'arrestato però le autorità sono caute: "È un numero molto elevato. Riteniamo che, se non fosse esattamente quello indicato, potrebbe comunque essere molto vicino", ha dichiarato il delegato Douglas Garcia, responsabile delle indagini, come riporta Globo.com . L’affermazione del sospettato resta insomma tutta da verificare. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe trascorso complessivamente cinque o sei anni in carcere. Era tornato in libertà lo scorso maggio. 

Il duplice omicidio dei commercianti

Tra i delitti contestati a Lopes da Silva c’è quello di due commercianti, uccisi il primo agosto a Rio Tinto, sulla costa settentrionale della Paraíba. Secondo gli investigatori, all’agguato avrebbero partecipato anche altri quattro uomini.

La polizia sta inoltre verificando il suo coinvolgimento nell’omicidio di una giovane. Il corpo della vittima sarebbe stato recuperato dopo che lo stesso trentatreenne aveva indicato agli agenti il luogo nel quale era stato sepolto. Un elemento che gli investigatori dovranno ora confrontare con gli altri riscontri raccolti.

Le autorità brasiliane ipotizzano anche un collegamento tra Lopes da Silva e un’organizzazione criminale nata a Rio de Janeiro e attiva nella Paraíba. Dopo essere sfuggito a un precedente intervento della polizia a Rio Tinto, l’uomo si sarebbe rifugiato in una comunità di Cabedelo, nell’area metropolitana di João Pessoa, considerata una delle basi della fazione.

Il travestimento e il tatuaggio che lo ha tradito

La fuga è però terminata poche ore dopo. Lopes da Silva avrebbe indossato abiti femminili e preso in braccio il bambino nella speranza di non attirare l’attenzione degli agenti. In un primo momento il piano avrebbe funzionato.

Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, dopo aver superato i controlli l’uomo sarebbe tornato nell’abitazione in cui si nascondeva, avrebbe preso una pistola e lasciato il bambino. Quando è uscito nuovamente, però, il vestito si sarebbe spostato mostrando un tatuaggio. Gli investigatori lo hanno così riconosciuto e arrestato.

Non è stato ancora chiarito perché il bambino si trovasse con lui né chi glielo avesse affidato. Le autorità hanno precisato soltanto che non era un suo parente.

Dopo l’udienza di convalida, Jorlan Lopes da Silva è stato trasferito nel penitenziario Desembargador Sílvio Porto di João Pessoa. Le indagini dovranno ora stabilire quanti dei delitti da lui rivendicati siano realmente avvenuti e quale ruolo abbia avuto nei 16 omicidi già al centro degli accertamenti.