Il delitto di Garlasco: dall'Acqua-Gate all'Estathé-Gate

Nemmeno il caldo torrido ha fermato gli approfondimenti di Zona Bianca sul delitto di Garlasco. Nella puntata di giovedì 30 luglio del programma di Rete 4 condotto da Giuseppe Brindisi, tra gli incubi dell’avvocato Lovati e nuove prove, si è ritornati a parlare del tappo dell’acqua di Andrea Sempio e dell’Estathé-Gate. Al centro del dibattito, due riflessioni: perché la confezione di Estathé nel frigorifero di casa Poggi ha un lotto differente dal singolo brick trovato nella pattumiera? Sempio ha davvero bevuto tutta la bottiglietta perché era senza tappo? 

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Zona Bianca news Garlasco: l‘Estathé-Gate

La questione dell’Estathé nel caso Garlasco ha assunto proporzioni da spy story. Eppure, l’argomento non è certo inedito. Il sacchetto della spazzatura della cucina di casa Poggi fu sequestrato il 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio.

I rifiuti al suo interno vennero però repertati soltanto il 16 aprile 2008, oltre otto mesi dopo. Durante ulteriori sopralluoghi, i consulenti della difesa di Stasi fotografarono e segnalarono delle anomalie nel posizionamento e ordine degli oggetti. La spazzatura è rimasta un fantasma fino alla riapertura dell’inchiesta.

Soltanto nel 2025, infatti, quei reperti sono stati analizzati per la prima volta rintracciando il DNA di Alberto Stasi sulla cannuccia (niente saliva, solo DNA) e nessuna sua impronta sul brick.

Alberto Stasi: è davvero suo l’Estathé?. (Ansa)

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Zona Bianca: le news di Grimaldi, gli ospiti in studio

Brindisi e i suoi ospiti, gli avvocati De Rensis, Cataliotti e Lovati, il paleopatologo Galassi, i giornalisti Colaprico e Zurlo, hanno commentato la recente scoperta del collega Luigi Grimaldi (Le Iene), collegato con lo studio. Il singolo brick recuperato dalla pattumiera di casa Poggi presenta una grafica diversa rispetto ai 4 visibili nelle foto e rimasti nel frigorifero della cucina.

In particolare, il primo non avrebbe il logo della promozione dedicata al giro d’Italia 2007, durata da marzo alla prima metà di maggio, impresso invece sui secondi. C’è di più, molto di più. Sullo scontrino dell’ultima spesa fatta da Chiara, il 9 agosto, risulta l’acquisto di 2 confezioni composte ciascuna da 3 monoporzioni di Estathé. Secondo la logica, tutti i brick dovrebbero quindi provenire dal medesimo lotto. Infine, in un video del 2008 che riprendeva il momento dell’apertura del sacco, si sente la voce dell’ex capitano dei carabinieri, Gennaro Cassese, affermare stupito: «Me lo ricordavo più pieno!». 

Brindisi ha letto la risposta dell’azienda Ferrero, che ha confermato che gli Estathé non sono vendibili singolarmente e che il codice a barre è uguale nel pack a 3. Questo può spiegare la stampigliatura diversa dal singolo in questione? Alla precisa domanda di Brindisi: «Avvocato De Rensis, come se lo spiega?» il legale di Stasi ha risposto in modo sarcastico.

«Bella domanda, faccio un po’ fatica a darle una bella risposta. Cosa vuole che le dica?Io lo so cosa vorrei dire, osservo questa differenza, osservo le parole di Cassese che ricorda la differenza di volume». Per Brindani, il brick non coincide come tempistica e come grafica. «Ci sono altre anomalie ritardo repertazione, la stranezza di quella spazzatura, la stessa questione del DNA sulla cannuccia. Non ci sono impronte sul brick non c’è la saliva ma il DNA».

L’avvocato Massimo Lovati. (Ansa)

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Il ritorno di Lovati: «La spazzatura? qua siamo tutti matti»

La presenza di Massimo Lovati in studio ha aggiunto dubbi su dubbi. Di fronte all’inquietante Estathé-Gate, agli ospiti è venuta in mente una delle frasi più oscure dell’ex avvocato di Andrea Sempio. Riguardo all’analisi della spazzatura, l’anno scorso aveva affermato di avere il terrore che, dopo tanti anni, in quel sacchetto qualcuno avrebbe potuto metterci il DNA del suo assistito.

«Questo della spazzatura è un tema che non si è mai sviluppato, non si è mai delineato. La nuova indagine ha lanciato questa trovata che è molto originale, perché per me lo è una trovata molto originale. Perché non si va ad aprire un sacco della spazzatura dopo 18 anni. A me per quello mi era venuto l’incubo. Qua siamo tutti matti».

Andrea Sempio. (ANSA/MATTEO CORNER)

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Zona Bianca, un inquietante sussurro: «c’è l’Estathé?»

Brindisi prima ha mostrato una ripresa del 2008, l’apertura della spazzatura in cui si sente qualcuno che, sussurrando, dice: «c’è l’Estathé?». Poi si è rivolto a Grimaldi chiedendogli se quel reperto potrebbe essere stato contraffatto. «Il dubbio è che servisse una prova contro Stasi. Io penso che quando le cose venivano fatte sistematicamente troppo male bisogna porsi delle domande e cercare delle risposte. Il punto: fino al 3 ottobre del 2007, non ci sono foto o altro di quelle immondizie. Dovevano essere repertati entro 24 48 ore dal ritrovamento. Quel sacchetto delle immondizie è il più pulito del mondo».

Per l’avvocato Liborio Cataliotti, quella di Grimaldi è un’accusa piuttosto pesante. «Appassionamoci a questo dibattito ma ognuno si assuma la responsabilità delle sue affermazioni». Per Zurlo, invece, la questione dell’Estathé è solo un romanzo e ci si sta perdendo in cose ininfluenti, che non tolgono e non aggiungono nulla all’indagine.

Non è mancata la stoccata del professor Galassi. «Dal punto di vista biologico quel reperto non è cronologicamente databile, quindi il DNA è irrilevante. Non si può dire che sia stato bevuto da Stasi perché il test non ha rilevato saliva e non è quindi provato l’atto della suzione. Avrebbe potuto berlo nei giorni precedenti quindi anche questo non prova nulla. Potrebbe essere una contaminazione».

Chiara Poggi. (Ansa)

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Dall’Estathé-Gate all’Acqua-Gate: il giallo della bottiglietta di Sempio (con tappo o senza?)

Come nel gioco dell’oca, si è ritornati sulla questione della bottiglietta d’acqua di Sempio. Secondo il racconto della madre dell’attuale indagato, il figlio l’avrebbe acquistata la mattina del delitto in un bar di Vigevano. Una da mezzo litro bevuta tutta d’un fiato fino a togliergli l’appetito perché senza tappo.

Un particolare molto bizzarro a cui si aggiunge un’altra stranezza. In una intercettazione, Sempio afferma di non ricordare quell’episodio ma rammenta l’assenza del tappo, dovuto a una non precisato provvedimento del comune per ragioni di sicurezza. Brindisi ha prontamente mostrato il risultato della loro indagine: l’ordinanza 247 del Comune di Vigevano, creata appositamente per la fiera cittadina del 13 agosto 2007.

Non vi è alcuna indicazione sulla vendita di bottiglie senza tappo. L’avvocato Cataliotti ha altrettanto prontamente informato che non vi sarebbe traccia di ordinanza o di provvedimento prefettizio su ordine pubblico perché all’epoca non era ancora digitalizzata. Il botta e risposta con il conduttore di Zona Bianca: «Quindi lei dice che c’è ma non si vede?». «Siamo in attesa di poter accedere agli atti».