Il ritorno di Mancini sulla panchina della Nazionale. Gli amici jesini: “Roberto è abituato a rifondare”

Jesi (Ancona), 28 luglio 2026 – Alea iacta est ….. Niente Rubicone, però, cambia solo la scena, si torna il vecchio fiume Esino. Alle 14 di ieri la decisione più attesa (da i concittadini) affidato allo jesino Roberto Mancini il mandato (il secondo in carriera) di c.t. della nazionale italiana di calcio.

Bruno Sassaroli amico del Mancio dai tempi dell'infanzia, la sua accorata arringa dei giorni scorsi diffusa dall'Ansa ha colto nel segno: in America si sarebbe chiamata 'il popolo italiano contro Roberto Mancini …. causa stravinta, studiato legge in gioventù?

“Ma no – si schernisce l'amico d'infanzia del neo c.t. – al di la dell'amicizia che ci lega credo fosse la decisione più giusta da prendere lo dice la storia del calcio, chi meglio di Roberto quando si è trattato di rifondare realtà a digiuno di vittorie come l'Inter del dopo Mourinho o il Manchester City di quei tempi. Ora Roberto avrà puntato contro il fucile dei contestatori ed è un peccato perché progetti come questo devono essere portato avanti con serenità e consapevolezza. Per fortuna potrà contare sulla collaborazione di una persona seria come Claudio Ranieri”.

A promettere un altro murales ( possibilmente - meno 'sofferto dell'originale, bruciano ancora le frasi di derisione dopo la sconfitta con la Macedonia ) direttamente dall'autore l'artista jesino Federico Zenobi realizzato all'indomani della vittoria agli europei sul muro dell'abitazione in via Del Prato dove il neo c.t. è nato.

“Lo spunto lo diede una foto fornita dalla famiglia, in accordo con l'amministrazione comunale del tempo decidemmo di onorare così il successo del nostro concittadino – ricorda Zenobi – in seguito è stata deturpata con scritte non sempre 'educate' – sorride – la prima volta ci hanno pensato gli stessi abitanti del quartiere a cancellarle. Volete sapere quando ne faremo un altro? Non sono un esperto, non sarebbe male festeggiare una vittoria mondiale. La qualificazione? Io la do per scontata!”.

Il murales a Jesi dedicato a Roberto Mancini dopo la vittoria dell'Europeo nel 2021

Il murales a Jesi dedicato a Roberto Mancini dopo la vittoria dell'Europeo nel 2021

Dal calcio, via del Prato a poche centinaia di metri dal Circolo Cittadino, al tennis il passo è breve.

"Da jesino pur se acquisito non può che farmi piacere – Alessandro Carbonari da tre lustri maestro e presidente del circolo tennis – con Mancini abbiamo vinto il titolo europeo nessuna meraviglia se arrivasse anche un grande mondiale”.

Franco Centanni, storico presidente del Borgo Minonna, benemerita società calcistica cuore del popoloso quartiere ai confini della città non ha dubbi.

“Il vero problema della Nazionale non è il c.t. quanto i giocatori. Da troppo tempo manca una vera programmazione, nel suo primo mandato Mancini ci aveva provato, speriamo continui su quella strada, di sicuro sarebbe bello riuscire ad imitare la Spagna, subito vincente grazie alla qualità del suo settore giovanile e guidata del suo allenatore”.

Per qualità tecniche e umane Marco Strappini è stato un allenatore/giocatore che a Jesi ha lasciato il segno.

"Difficile analizzare ciò che è successo nelle ultime settimane - si legge nel suo post – sicuramente il nostro non è un movimento che si muove unito e compatto, Mancini riporterà equilibrio tra tutte le componenti di campo e non ...”.

Raggiunta telefonicamente dall'Ansa la mamma del c.t. da sfogo ai sentimenti materni. "Affronterà questa sfida con la serietà di sempre ….mio figlio torna vicino a noi sono contenta dopo un anno terribile quando laggiù era in atto la guerra.... Roberto è una persona seria, nelle Marche è molto apprezzato quello che dice e quello che può fare, lo fa sicuramente”. Secondo la mamma del c.t. “sarà determinante poter contare sulle persone giuste' per tornare a scoprire i talenti italiani' ricordando l'infanzia di Roberto quando giocava da ragazzino in campo dava tutto sempre seguito dal padre Aldo, straordinario con lui”.  Più da mamma che da tifosa da tempo abituata ai successi del figlio, il saluto finale della signora Marianna. “Affronterà questa sfida con la serietà di sempre. Speriamo possa arrivare un altro grande trionfo, io lo vorrei tanto”.