Il pressing degli industriali «Il settore non può fermarsi». Mozzarella, Sos dai produttori

Parlano le imprese. E il tono è deciso, inequivocabile: basta con la protesta degli autotrasportatori che sta creando da giorni importanti problemi alle produzioni, alla distribuzione, alla stessa tenuta occupazionale delle aziende. Sono compatte le unioni territoriali di Confindustria, dalla Campania alla Puglia, tutte chiedono l’immediato ritorno alla normalità, se necessario anche con l’intervento delle forze dell’ordine «per situazioni di assoluta emergenza». «L’attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti - denunciano le Associazioni di Avellino, Benevento, Bari, Barletta, Andria, Trani, Caserta, Salerno e Napoli -. Il blocco deve cessare altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili. Dall’industria alimentare a quella vetraria, dal packaging al sistema moda, dai rifornimenti di carburante allo stesso smaltimento dei rifiuti, il blocco danneggia l’economia di Campania, Puglia e dell’intero Mezzogiorno, compromettendo inoltre l’erogazione di servizi pubblici essenziali». Per il sistema delle imprese, con l’Unione Industriali di Napoli guidata da Vittorio Genna in prima linea, «è il momento di dimostrare senso di responsabilità da parte di tutti gli interlocutori». E di «contrastare infiltrazioni della criminalità organizzata che stanno speculando sulla protesta, aggravandone gli effetti. La vertenza deve trovare soluzione sui tavoli negoziali, non c’è altra strada. L’alternativa sarebbe la chiusura di tante aziende, la perdita di posti di lavoro, il degrado urbano e sociale». «Confidiamo nell'azione del Governo - aggiungono - che speriamo possa estendere la sospensione della protesta a tutto il territorio meridionale, cosi come auspichiamo, per situazioni di assoluta emergenza, l’intervento delle forze dell'ordine».

Stesso tono, stesse richieste anche da parte del presidente di Confindustria Campania, Emilio De Vizia: «Le istanze degli autotrasportatori meritano ascolto e risposte concrete, ma non possono essere causa del blocco delle attività produttive». De Vizia auspica «un tempestivo intervento del Governo e l’avvio di un confronto concreto tra le parti». Duro anche Pasquale Russo, presidente di Confcommercio Campania che parla di «una situazione che sta diventando insostenibile. Rischiamo di rimanere senza cibo e senza benzina. Abbiamo già vissuto in passato situazioni di questo genere ma oggi la situazione per la mancanza di dialogo appare ancor più complessa e come sempre accade in questi casi, dallo sblocco al ritorno alla normalità ci vorrà del tempo. È per questo motivo ancor più importante che ognuno si faccia carico delle proprie responsabilità per garantire il ritorno alla normalità».

LA FILIERA DOP

L’impatto della protesta anche ieri ha costretto gli imprenditori a chiusure di impianti e blocchi delle produzioni come per i caseifici della mozzarella di bufala campana Dop, come reso noto dal Consorzio di tutela: «Ad oggi gli allevatori producono latte ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare», spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.