Il peso dell’attacco sulle spalle di Mendy - L'Unione Sarda.it
Il protagonista.
10 ottobre 2026 alle 00:36
In Cagliari-Juventus il senegalese scoperto da Muzzi cercherà di dare altre confermeSei mesi fa, Paul Mendy aveva collezionato appena due presenze da professionista, per una manciata di minuti giocati in carriera. Ora è il titolare fisso dell’attacco del Cagliari, sempre schierato dal 1’ fra campionato e Coppa, e domani sarà al centro del reparto offensivo contro la Juventus, nella sfida di lusso che fa riprendere il campionato dopo la maxi sosta.
Quella del giovane senegalese (farà vent’anni il prossimo 13 gennaio) è stata un’ascesa rapidissima, per certi versi inaspettata. Anche perché ad agosto in pochi pensavano che potesse caricarsi il peso dell’attacco rossoblù sulle spalle, e invece non solo si è conquistato la fiducia di Fabio Pisacane (che lo conosceva dalla Primavera) ma ha anche dimostrato che in A può starci eccome. E proprio un big match come quello con i bianconeri può certificare ulteriormente uno status che cresce ogni giornata.
Lanciato
Belotti, Borrelli, Esposito, Kılıçsoy, Pavoletti e in alcune circostanze l’altro giovane Trepy, in attesa che ingrani Kevin Carlos: nel 2026 sono stati in tanti ad avvicendarsi nell’attacco del Cagliari, chi solo come punta centrale e chi con un compagno accanto (o facendo direttamente la spalla del centravanti quando, nella scorsa stagione, i rossoblù hanno giocato con il 3-5-2). Nessuno, però, è riuscito a prendersi la maglia da titolare con continuità, finché Pisacane non ha deciso di investire su Mendy. E i numeri gli stanno dando ragione.
Delle sette partite ufficiali finora disputate, il classe 2007 è uno dei tre sempre in campo dal 1’: con lui soltanto Juan Rodríguez in difesa e Harry Winks a centrocampo. È anche il secondo miglior marcatore con due centri (uno in campionato, l’altro in Coppa Italia) dietro Maldini (a quota tre) e pure il più “sfortunato”, dato che ha colpito due pali contro Parma e Lecce e avrebbe potuto impreziosire ancor di più lo score realizzativo.
L’intuizione
Mendy è arrivato a Cagliari a inizio febbraio 2025 su intuizione di uno che di bomber se ne intende, Roberto Muzzi: su segnalazione dell’agente del giocatore lui, dopo un provino di dieci giorni, aveva deciso di tesserarlo nonostante difficoltà burocratiche. «Volevo vederlo dal vivo: non aveva fatto benissimo, ma da un movimento che ha fatto ho capito che aveva qualcosa dentro», ha rivelato la settimana scorsa al podcast ufficiale del Cagliari. «Devo ringraziare il presidente: per prenderlo dovevamo occupare un posto da extracomunitario, ci ha dato fiducia su un giovane che era un punto interrogativo».
Il debutto gliel’ha fatto fare proprio Pisacane: in Primavera, il 23 febbraio 2025 contro la Cremonese. Poi passa all’Under 18 di Marco Mancosu e fa subito gol, contro il Parma due giorni dopo. Dalla scorsa stagione entra definitivamente nell’Under 20 ed è devastante: 14 reti nel Campionato Primavera 1, uno nella Supercoppa contro l’Inter e – soprattutto – assist, gol e rigore procurato nello 0-3 di Napoli ai playout, che vale la salvezza. Ma quel giorno, così come il suo compagno di reparto Trepy, era già un giocatore “della prima squadra”.
Le prospettive
Ha ancora molta strada da fare, in particolare su certi movimenti, ma la crescita è evidente e innegabile. In Serie A, curiosamente, finora ha segnato solo contro l’Atalanta: doppetta in 7’ nella scorsa stagione (l’1-0 dopo 16 secondi, in quello che peraltro era il suo debutto da titolare da professionista, è il gol più rapido nella storia del Cagliari nel massimo campionato) e rete che ha aperto il trionfo dello scorso 12 settembre a Bergamo. Ma lui aveva già le idee chiare da prima: «La nazionale sarebbe un sogno, ma prima devo far bene nel Cagliari», le parole ad aprile dopo aver giocato al Meazza contro l’Inter.
Il Senegal per ora non l’ha considerato, un vantaggio per Pisacane che l’ha avuto a disposizione durante la maxi sosta in modo da gestirlo al meglio in vista della Juve. È stato pagato solo 10mila euro, ora ne vale molti di più e sta bruciando le tappe verso un ruolo di primo piano non solo nel Cagliari. In un attacco che può notevolmente migliorare (è, paradossalmente, il quinto peggiore del campionato) lui – con Maldini – è già una certezza. E lo sarà anche domani, dal 1’.
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