Il Perito Moreno alza bandiera bianca. Anche l’immenso ghiacciaio della Patagonia, sino ad ora stabile, si ritira

Roma, 14 luglio 2026 – Il grande ghiacciaio Perito Moreno è sembrato finora un’eccezione. Mentre tutt’intorno, in Patagonia e nel resto del mondo, i ghiacciai si ritiravano uno dopo l'altro, lui restava stabile, non arretrava, come un monumento naturale alla resistenza in un pianeta che si scaldava. Ma anche questa singolare condizione dell’immenso ghiacciaio argentino è finita con le immagini satellitari che mostrano l’enorme lingua di ghiaccio un po’ più corta rispetto al passato, il suo fronte che arretra e lo fa con una velocità sempre più rapida. Anche il gigante patagonico si uniforma agli altri, i ghiacciai sono in crisi quasi ovunque, anche quelli di casa nostra.

Il Perito Moreno alza bandiera bianca. Anche l’immenso ghiacciaio della Patagonia, sino ad ora stabile, si ritira

I ghiacciai si sciolgono sempre più rapidamente

Dall’altra parte del globo rispetto alla Patagonia, i ghiacciai alpini si stanno ritirando da anni, ma quest’estate subiranno probabilmente il colpo più duro finora registrato. Il cosiddetto “Glacier loss day” si è verificato lo scorso 29 giugno, secondo i rilievi eseguiti sulle Alpi svizzere, ed è il giorno in cui la neve accumulata sui ghiacciai durante l’inverno si è esaurita avviando la fusione del ghiaccio più antico. E’ una data in anticipo di settimane rispetto alle medie stagionali che è come una sentenza sull’arretramento dei ghiacciai che sarà misurato a fine estate.

Anche il Perito Moreno alza bandiera bianca

Lo spettacolare Perito Moreno è studiato da decenni e finora era considerato un’eccezione tra i grandi ghiacciai patagonici per la sua stabilità. A rivelare invece che anche lui sta arretrando è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Progress in Physical Geography, condotto da un gruppo ricercatori dell'università di Concepción in Cile, che ha analizzato quasi trent'anni di immagini satellitari per ricostruire l'evoluzione del ghiacciaio dal 1997 al 2026. I numeri dello studio non lasciano dubbi e indicano che nel 2025 il Perito Moreno ha avuto un arretramento di 385 metri, il valore più elevato dell’intero periodo analizzato, mentre negli ultimi 5 anni, dal 2019 il fronte si è ritirato di oltre 800 metri. Rispetto alla superficie, tra il 1997 e il 2023, il ghiacciaio ha perso circa 3 chilometri quadrati, pari a quasi un quarto della sua area originaria.

Le immagini satellitari: si ritira

Una fotografia scattata lo scorso 30 giugno dal satellite Sentinel-2, nell'ambito del programma europeo Copernicus, conferma visivamente il ritiro rispetto ad altre immagini del 2016. Secondo Rodrigo Abarca del Río, uno dei ricercatori del dipartimento di Scienze geologiche dell’università di Concepción, il comportamento recente del Perito Moreno rappresenta probabilmente “una transizione verso una nuova condizione”, più in linea con quella degli altri ghiacciai del Campo di ghiaccio patagonico meridionale, quasi tutti in fase di regresso da tempo.

I ricercatori collegano il fenomeno alla perdita della barriera naturale che per decenni aveva protetto il fronte del Perito Moreno, oltre che all'aumento delle temperature legato al cambiamento climatico e ai fenomeni meteorologici estremi.

Ghiacciai delle Alpi sotto stress

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L'imponete ghiacciaio Perito Moreno

Sull'altro lato del pianeta, il campanello d'allarme suona altrettanto forte. Il Wsl, l’Istituto svizzero di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio, ha certificato che l’esaurimento di neve e ghiaccio stagionali che avvia la fusione del ghiaccio accumulato nei decenni precedenti, quest’anno è avvenuto il 29 giugno, con settimane di anticipo rispetto alla media storica di metà agosto, e vicino alla data record registrata nel 2022, l'anno finora peggiore per i ghiacciai alpini.

Tanto caldo, poca neve

La causa è la combinazione tra le ondate di calore anomalo iniziate già a fine primavera e le nevicate scarse dello scorso inverno. Senza più la neve sulla superficie, i ghiacciai perdono una protezione importante dal sole: il ghiaccio antico, più grigio e meno riflettente del bianco della neve, assorbe fino al doppio della radiazione solare e fonde più rapidamente, rendendo difficile il recupero di quanto perso nella successiva stagione fredda.

Arretramento record

Il Wsl ha stimato che quest'anno i ghiacciai svizzeri possano perdere circa il 6% della loro massa complessiva, un valore paragonabile al record negativo del 2022. In Italia il monitoraggio è affidato al Comitato glaciologico italiano, che segue centinaia di ghiacciai lungo l'arco alpino. La varietà e ampiezza del territorio rende impossibile individuare una data del “Glacier loss day” valida per tutti i ghiacciai italiani, ma i fenomeni ambientali e i dati meteorologici registrati nelle ultime settimane, in particolare i valori dello zero termico superiori alle medie stagionali con prolungati periodi oltre i 4.000 metri, raccontano la stessa tendenza delle vicine alpi svizzere. Sono inoltre misure che restano allineate alle previsioni del rapporto 2019 dell'Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dell'Onu, in cui veniva segnalato che, se le emissioni di gas serra continueranno ai ritmi attuali, entro fine secolo Alpi, Ande e le catene montuose dell'Asia settentrionale potrebbero perdere fino all'80% dei loro ghiacciai.