Il nuovo flirt della Boccia. "Ma che va a fare tutti i giorni nei reparti dell'ospedale?" Scoppia il caso a Salerno

La presunta liaison con il direttore generale del presidio campano mette in allarme i sindacati, che temono un «Sangiuliano bis»

20 agosto 2026

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Maria Rosaria Boccia, protagonista indiscussa della fine estate del 2024 e poi dimenticata dai media, si è rifatta sentire in questi giorni circa la vicenda Ranucci-Lavitola, difendendo il conduttore di Report del quale si è professata amica e finanche co-autrice di un libro scritto a quattro mani in corso di redazione. Ma la vera ricomparsa mediatica per l'indomabile Maria Rosaria è in realtà un nuovo giallo che la riguarda.

Attualmente, infatti, la stampa salernitana risulta piuttosto interessata non tanto alle dichiarazioni amicali della nostra verso Ranucci quanto invece alle sue frequentazioni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

Mentre i sindacati attendono con trepidazione gli annunciati rinforzi al pronto soccorso della struttura, promessi dal direttore Nicola Cantone nominato due mesi fa e finora rimasti sulla carta, da tempo la bionda imprenditrice viene costantemente avvistata nei reparti dell’ospedale, e non per consulti clinici.

Secondo il quotidiano locale L’Ora della Sera, Boccia avrebbe infatti visitato ripetutamente alcune aree del presidio ospedaliero, ove sarebbe ormai divenuta argomento di conversazione, specie dopo una storia da lei pubblicata su Instagram nella quale compariva in barca proprio con il direttore Cantone. I due erano già stati visti assieme qualche settimana prima a Palinuro, in occasione di una festa di compleanno organizzata dal suocero di un celebre cantante salernitano.

I sindacati sono perplessi poiché, a quanto pare, le visite di Boccia all’ospedale sono ormai quotidiane e persino reiterate più volte al giorno. Le organizzazioni non sono tanto interessate a una liaison sentimentale o a un amore agostano fra i due come lo definisce il quotidiano salernitano Le Cronache, bensì a una possibile riproposizione di quanto avvenuto al Ministero della Cultura due anni fa, con la questione della consulenza prima promessa a Boccia e poi successivamente stralciata, scatenando una reazione a catena di conseguenze inimmaginabili.

«A volte ritornano», mormorano con un certo timore dirigenti, medici, infermieri, inservienti e pazienti al Ruggi D'Aragona osservando i viavai giornalieri di Maria Rosaria.
Timore che affonda le radici nell’estate del 2024, quando l’imprenditrice di Pompei aveva creato scompiglio al MIC portando infine alle dimissioni del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano.

Per mesi la signora aveva tenuto sotto scacco politica e media con i post pubblicati a cadenza regolare sui suoi profili social, con i quali sembrava dover snocciolare rivelazioni epocali capaci di sconvolgere i palazzi del potere.

Più volte invitata nei talk di La7 quali PiazzaPulita e In Onda, aveva visto schierarsi al suo fianco giornalisti come Corrado Formigli e Luca Telese che la intervistarono a più riprese nei loro programmi ottenendo in ultima analisi un nulla di fatto.

Le succitate rivelazioni che avrebbero potuto addirittura far crollare il Governo Meloni – così almeno ci venivano vendute dalla stampa di Sinistra – non sono mai arrivate.

Due anni più tardi l’esecutivo è vivo e vegeto e l’imprenditrice era finita nell’oblio mediatico e social, in attesa di affrontare i contenziosi giudiziari conseguenti alle denunce a suo carico - stalking, minacce e lesioni -presentate da Gennaro Sangiuliano.

Fallito anche il tentativo di candidarsi alla Regione Campania portando a casa solo 160 preferenze, senza contare il flop del podcast con la tiktoker Rita De Crescenzo, anch’esso infrantosi contro gli scogli dell’insuccesso. Forte di questo curriculum, cosa porta l'indomita Maria Rosaria a frequentare così assiduamente il Ruggi D'Aragona? Il giallo s’infittisce.