Il Nobel per la Chimica a Kagan e Soai, registi delle molecole-specchio - Biotech - Ansa.it
Il Nobel per la Chimica 2026 è assegnato al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soai per per la scoperta degli effetti non lineari ad autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica
Si chiude così la tre giorni dedicata ai Nobel scientifici.
"Henri Kagan e Kenso Soai hanno fornito una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo", ha detto il presidente del Comitato Nobel per la Chimica Heiner Linke. Il mistero è quello della specularità delle molecole, solo alcune delle quali hanno due varianti, una speculare all'altra, proprio come le mani.
Questo fenomeno, chiamato chiralità, è comune negli aminoacidi. Altre molecole, però, non hanno una loro immagine speculare e questo è stato per molto tempo un rompicapo per i chimici. Kagan e a Soai sono riusciti per primi a controllare reazioni chimiche nelle molecole non speculari, chiamate 'omochirali' e in questo modo hanno aperto la strada a nuove tecnologie importanti soprattutto per la produzione di farmaci.
Il Nobel a Kagan a 25 anni dalla polemica per la sua esclusione
Il Nobel al francese Kagan è arrivato a 25 anni dalla polemica per la sua esclusione, animata anche dalla lettera di protesta inviata alla Fondazione Nobel dall'allora ministro francese della Ricerca, Roger-Gerard Schwartzenberg.
I vincitori di quell'anno erano stati due americani, Barry Sharpless e William Knowles, e un giapponese, Ryoji Noyori, per le loro ricerche sulla catalisi asimmetrica, che permette di ottenere molecole orientate in una direzione specifica.
Nella lettera il ministro francese rilevava che Kagan era stato il primo ad avere pubblicato, nel 1971, la sua scoperta della catalisi asimmetrica. Kagan scelse di chiudersi in un assoluto riserbo.
Già all'epoca Kagan era noto al mondo scientifico per essere fra i quattro chimici che più avevano contribuito a questo campo di ricerca, ma il regolamento della Fondazione Nobel prevede che il premio venga assegnato a non più di tre persone. Esclusioni simili sono avvenute più volte nella storia del Nobel, anche per scienziati italiani. E' accaduto, per esempio, nel 2008 ai fisici Nicola Cabibbo e a Giovanni Jona-Lasinio e nel 1970 al fisico Luciano Maiani.
Chi sono i vincitori del Nobel per la Chimica 2026
Il francese Henri B. Kagan , 94 anni, è professore emerito presso l'allora Université Paris-Sud. Nato nel 1930 a Boulogne-Billancourt, ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1960 al Collège de France e nel 1967 è diventato docente presso l' Università Paris XI - Paris-Sud a Orsay, dove nel 1968 ha fondato il Laboratorio di sintesi asimmetrica e dove nel 1973 è diventato professore ordinario. Per le sue ricerche è stato più volte candidato al Nobel per la Chimica, dal quale venne però escluso. Il giapponese Kenso Soai, 78 anni, è professore emerito all'Università di Scienze di Tokyo. Nato nel 1950 a Hiroshima, ha studiato all'Università di Tokyo, dove ha conseguito il dottorato nel 1970. In seguito ha studiato negli Stati Uniti, all'Università della Carolina del Nord, e nel 1981 ha cominciato a insegnare all'Università di Scienze di Tokyo, dove nel 1991 è diventato professore ordinario.
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