Il monito di Cirfood: "I prezzi vanno rivisti o il sistema non reggerà. Ora si aiuti tutta la filiera"
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Summit ristorazione collettiva, la presidente Chiara Nasi difende il settore "Non siamo una commodity nè una gara a ribasso, noi produciamo valore".

Summit ristorazione collettiva, la presidente Chiara Nasi difende il settore "Non siamo una commodity nè una gara a ribasso, noi produciamo valore".

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"È tempo che ci venga riconosciuto il grande senso di responsabilità mostrato anche e soprattutto durante il Covid". Una richiesta ben precisa quella di Chiara Nasi, presidente di Cirfood, durante la quarta edizione del summit della ristorazione collettiva che si è tenuta ieri al District della cooperativa. La numero uno ricorda come siano state le aziende ad assorbire i costi dovuti all’inflazione durante la pandemia.
Nasi ha puntato i riflettori su un settore chiave per il welfare del Paese, oggi schiacciato da costi insostenibili e da gare d’appalto spesso distanti dalla realtà economica. "Se ad aumenti eccezionali dei costi, come sta avvenendo per l’ennesima volta anche ora in questo periodo, non corrisponde un’adeguata revisione dei prezzi, il nostro settore non regge", ha ammonito la presidente. Un’instabilità che rischia di spingere le imprese serie ad abbandonare il settore pubblico per rifugiarsi nel mercato privato.
A complicare ulteriormente uno scenario già critico si sono aggiunte le recenti manifestazioni degli autotrasportatori, che hanno pesantemente colpito il settore. Nasi ha confermato come tali blocchi "abbiano provocato mancate consegne di derrate e anche delle assenze di prodotto che invece è indispensabile per poter rispondere alle offerte dei capitolati". Per far fronte a queste emergenze e non lasciare scoperte le strutture, Cirfood ha fatto leva sulla propria imponente struttura logistica e sulla forte capacità contrattuale e negoziale: "Così stiamo riuscendo a superare questo momento di difficoltà. Magari ci costa di più", continua Nasi, "però siamo riusciti, dove è possibile, a garantire il servizio con la stessa offerta prevista nel contratto. Laddove non siamo riusciti, abbiamo chiesto un cambio di menù". Il cuore del problema risiede nei capitolati d’appalto, definiti troppo spesso irrealistici.
"È necessario che ci sia sostenibilità per tutti", ha sottolineato la presidente, chiedendo alle stazioni appaltanti di assumersi la responsabilità di una selezione accurata delle richieste. Secondo Nasi, "spesso si continua a pretendere materie prime introvabili o dai prezzi esorbitanti a causa dei volumi richiesti". Per arginare il fenomeno, Cirfood rilancia con forza la proposta avanzata dalle associazioni di categoria, come Oricon: "Che si faccia certificare da parte di enti terzi la congruità delle basi d’asta". Guardando al futuro delle proteste e dei blocchi, la presidente ha concluso sottolineando la necessità di un sostegno concreto esteso a tutta la catena: "Bisogna che gli aiuti arrivino non solo al primo ma anche all’ultimo tassello della filiera, che si chiama ‘ristorazione’". Nasi ha inoltre ricordato il profondo valore sociale della ristorazione collettiva, spesso percepita erroneamente come un servizio marginale. Al contrario, i dati confermano l’apprezzamento delle famiglie per la qualità e l’educazione alimentare promossa nelle scuole.
"La ristorazione collettiva non è una commodity, noi siamo un sistema di competenze che producono valore ogni giorno per le comunità", ha ribadito, rinnovando l’invito alle istituzioni a costruire un dialogo stabile attraverso una cabina di regia dedicata. La conclusione della presidente traccia un manifesto programmatico per il futuro del settore: "La ristorazione collettiva non è una gara al ribasso, è salute, è educazione, è inclusione, è innovazione, è benessere per le generazioni di oggi ma soprattutto per quelle di domani".
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