Il governo rilancia la crociata contro la cannabis light: "Dalla vendita effetti devastanti"
Redazione 23 ottobre 2026 19:35
La cannabis light avrebbe avuto "effetti devastanti sul piano della prevenzione", alimentando soprattutto nei giovani "la falsa idea di legalizzazione della cannabis". Il governo rilancia la sua battaglia contro le infiorescenze vendute nei cannabis shop. A difendere la stretta è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervenuto oggi, venerdì 23 ottobre, alla Comunità di San Patrignano, a Coriano, alla conclusione dell’incontro internazionale della Coalizione europea contro le droghe, l’Ecad, sulla prevenzione delle dipendenze e il recupero.
"L’attenzione al dato di realtà offerto dal mondo scientifico ci conforta nell’assumere scelte difficili, volte anzitutto alla protezione dei minori", ha affermato Mantovano, richiamando l’intervento legislativo dello scorso anno.
Mantovano contro i cannabis shop
Secondo il sottosegretario, numerosi esercizi commerciali non si limitano a vendere prodotti derivati dalla canapa privi di capacità drogante, come saponi e cosmetici. "Vendono anche inflorescenze della Cannabis e suoi derivati, contenenti una dose di Thc erroneamente qualificata 'leggera'", sostiene.
Il sottosegretario indica sia un problema di controlli sia le conseguenze sul messaggio trasmesso ai consumatori. Verificare concretamente il rispetto dei limiti di principio attivo nei prodotti venduti, spiega, è complesso per le autorità di polizia. La loro commercializzazione, aggiunge, "instilla, soprattutto nei più giovani, la falsa idea di legalizzazione della Cannabis, se pure impropriamente definita light".
Da qui la rivendicazione delle scelte del governo: "Con una legge del 2025 abbiamo finalmente ribadito che la commercializzazione di prodotti con efficacia drogante è sempre vietata", dichiara, sostenendo che l’intervento sia in linea con la normativa europea e con la Convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961.
Che cosa ha fatto il governo contro la cannabis light
La stretta è arrivata con l’articolo 18 del decreto Sicurezza, convertito nella legge 80 del 2025. La disposizione ha vietato l’importazione, la lavorazione, la distribuzione e il commercio delle infiorescenze di canapa, anche essiccate o triturate, e dei prodotti che le contengono, compresi estratti, resine e oli derivati, richiamando le sanzioni previste dalla normativa sugli stupefacenti. È stata mantenuta un’eccezione per la lavorazione finalizzata alla produzione agricola dei semi consentita dalla legge.
Ora Mantovano guarda con preoccupazione anche ad alcune iniziative europee in corso di negoziato, che "consentirebbero l’importazione di inflorescenze di Cannabis con una quantità di Thc seppure inferiore a una certa soglia". Il timore dell’esecutivo è che le filiere legali della canapa industriale possano essere utilizzate per favorire la commercializzazione delle infiorescenze destinate al consumo ricreativo, eludendo le restrizioni vigenti.
Meloni: "Qualcuno si ostina a definirle droghe leggere"
Nello stesso incontro, promosso da Italia e Francia, anche Giorgia Meloni ribadisce la linea dura. "Le droghe di oggi sono molto diverse, sono più potenti, più economiche e accessibili. In alcuni casi anche socialmente accettate", afferma la presidente del Consiglio.
La premier attacca chi continua a definire "leggeri" i derivati della cannabis e sostiene che abbiano percentuali di Thc "in media 30 volte più alte rispetto a qualche decennio fa". Poi l’allarme sui giovani: "Si abbassa sempre di più l’età del primo consumo e la diffusione tra i minori è endemica".
Per Meloni la risposta deve passare dalla cooperazione internazionale, attraverso il contrasto ai traffici, l’aggressione ai patrimoni dei narcotrafficanti e le politiche di prevenzione, cura e recupero. La coalizione, che secondo la premier conta sull’adesione di 35 nazioni, deve essere una "piattaforma operativa". Con un messaggio politico netto: "Chi ha sperimentato quel mondo sa che la droga non ha nulla a che fare con libertà e diritto".