Il governo ha prorogato un'ennesima volta lo sconto sulle accise
Il governo ha approvato un decreto con cui ha prorogato di nuovo lo sconto sulle accise sul gasolio, le imposte di importo fisso pagate su ogni litro di carburante. L’ultimo provvedimento, in scadenza il 7 settembre, era stato esteso fino a oggi, giovedì 10: ora lo sconto è stato ulteriormente prorogato fino a giovedì 17 settembre. Come l’ultima volta, è pari a 17 centesimi al litro tra riduzione delle accise e conseguente calo dell’IVA (che è calcolata sul prezzo complessivo, accise incluse). La benzina invece continuerà a essere pagata a prezzo pieno.
Per lo sconto sulle accise il governo ha speso dall’inizio della guerra in Medio Oriente oltre due miliardi di euro. È una spesa enorme per lo Stato, a fronte di uno sconto molto piccolo per i consumatori, ma negli ultimi mesi il governo non ha voluto rinunciare a finanziare la misura per ragioni politiche, temendo che sarebbe stata una decisione impopolare. Non è l’unico problema: un altro è che la riduzione delle accise si applica in modo indiscriminato, perché ne beneficiano tutti, non solo chi ne ha più bisogno, cioè chi ha redditi bassi o chi ha maggiore necessità di usare l’auto.
Anche per questo a inizio settembre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva detto che il governo puntava a introdurre misure più mirate e rivolte alle fasce più povere della popolazione. Per ora però non ha specificato quali saranno, né a quali risorse il governo dovrebbe attingere per finanziarle, né quando entreranno in vigore.
Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Ambiente, nella prima settimana di settembre il prezzo medio di un litro di gasolio è stato di 2,14 euro, mentre quello di un litro di benzina 2,03 euro. Alla fine di febbraio, quando è iniziata la guerra, il gasolio costava circa 1,7 euro al litro e la benzina 1,65.
Da fine luglio il governo ha deciso di concentrare le risorse sulla riduzione delle accise del gasolio perché è il carburante impiegato nei trasporti e in molti processi industriali e agricoli, mentre la benzina serve perlopiù per i veicoli privati: i rincari del gasolio quindi rischiano di far salire il prezzo anche di molti altri beni di consumo.
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