Il Global Gender Gap Report 2026: 'La parità di genere fa progressi record nel mondo, l'Italia indietro' - Società e Diritti - Ansa.it

Vent'anni di misurazioni, un bilancio storico ma fragile. Il Global Gender Gap Report 2026 del World Economic Forum, pubblicato oggi dall'organizzazione di Davos in occasione del ventesimo anniversario dell'indice, fotografa un mondo più vicino che mai alla parità di genere. Ma i progressi però sono minacciati da arretramenti in alcuni settori chiave. Alla velocità attuale, stima il rapporto, la parità piena resta lontana ben 120 anni.

E se i Paesi nord europei guidano la classifica, realtà come l'Italia sono in coda. Il divario globale - si legge nel report - si è ora chiuso al 69,2%, con un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto all'anno scorso. Considerando le 97 economie monitorate dal 2006, la chiusura raggiunge il 69,4%, un record storico. Il report - nel frattempo allargato a 145 economie - ne esamina quattro dimensioni: partecipazione economica e opportunità (61,7% di divario colmato), istruzione, salute e sopravvivenza, e empowerment politico, quest'ultimo fermo al misero 22,1% nonostante la leadership femminile in diversi Paesi, non solo europei, dal Giappone all'Italia al Messico, fino all'Islanda e alla Danimarca. Le donne, sottolinea lo studio, raggiungono oggi ruoli dirigenziali impensabili nel 2006, ma restano sotto-rappresentate nelle posizioni di maggiore peso economico e politico. "Vent'anni di dati dimostrano che la parità di genere è raggiungibile: la barriera non è la mancanza di risorse", dichiara Saadia Zahidi, Managing Director del Wef. "Ma non è inevitabile. Governi e datori di lavoro devono imparare dalle politiche che funzionano e applicarle più rapidamente".

Nella classifica, l'Islanda guida per il diciassettesimo anno consecutivo con il 93% del divario colmato, unico Paese oltre la soglia del 90%. Seguono Finlandia (87,2%) e Norvegia (85,7%). Sorride la Namibia (84,5%), quarta e prima dell'Africa subsahariana. Il Regno Unito è quinto (84,2%), davanti a Nuova Zelanda, Svezia, Australia, Germania e Irlanda. L'Italia, nonostante sia l'unico Paese del G7 con un leader donna assieme al Giappone in un mondo in cui laleadership politica femminile fa passi indietro, guadagna due posizioni ma resta lontana dalla top ten ed è 83esima, guadagnando due posizioni.

Se nel 'political empowerment' la Penisola arriva al 61esimo posto nella classifica del Wef, pesa la struttura dell'economia, la bassa partecipazione al lavoro, la leadership aziendale ancora sbilanciata: in termini di 'partecipazione economica e opportunità' il Paese arriva al 121esimo posto, indietro a Paesi come la Bosnia Herzegovina, la Repubblica democratica del Congo o il Bahrain.

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