Il gasolio sversato nel Naviglio ha provocato una chiazza oleosa di 28 chilometri, ora i test di laboratorio sui campioni d'acqua. L’appello: “Il responsabile si costituisca”

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Il gasolio sversato nel Naviglio ha provocato una chiazza oleosa di 28 chilometri, ora i test di laboratorio sui campioni d'acqua. L’appello: “Il responsabile si costituisca”

Da Magenta fino a Milano, la composizione degli idrocarburi sversati non è ancora conosciuta. Al lavoro i tecnici dell’Arpa, mentre si fanno i primi conti del danno ambientale. Il vicesindaco di Magenta Simone Gelli: “Individueremo chi ha provocato questo disastro”

Il cordone adagiato sul Naviglio per contenere l'arrivo della chiazza oleosa a Milano e in Darsena

Il cordone adagiato sul Naviglio per contenere l'arrivo della chiazza oleosa a Milano e in Darsena

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Milano, 6 settembre 2026 – Una chiazza oleosa e maleodorante che percorre 28 chilometri, trascinata in superficie dalle acque del Naviglio Grande. Dalla frazione Ponte Vecchio di Magenta, a due passi dal confine tra Lombardia e Piemonte, fino alla Darsena di Milano, con le ’panne’ assorbenti a limitare sin da venerdì sera l’avanzata della marea nera che minaccia da ovest e che sporca solo in minima parte l’ex porto della metropoli. Una marea originata da un consistente sversamento di idrocarburi di cui non si conosce ancora l’origine né l’esatta composizione: gli esperti di Arpa hanno prelevato alcuni campioni per analizzarli, i risultati dovrebbero arrivare nel giro di un paio di giorni. 

Il cigno nero coperto di gasolio è stato salvato in extremis e affidato alle cure del centro per il recupero della fauna selvatica del Parco del Ticino

Il cigno nero coperto di gasolio è stato salvato in extremis e affidato alle cure del centro per il recupero della fauna selvatica del Parco del Ticino

Scempio ambientale 

Un esame fondamentale per capire chi sia il responsabile, visto che ci sono pochi dubbi sul fatto che qualcuno abbia sversato il materiale di proposito: “Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti per la fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile – afferma il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola –. Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati”.

L'intervento all'altezza del ponte ferroviario e della chiesa di San Cristoforo

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Il gasolio sversato nel Naviglio ha provocato una chiazza oleosa di 28 chilometri, ora i test di laboratorio sui campioni d'acqua. L’appello: “Il responsabile si costituisca”

A cominciare dal cigno salvato alle 2 ad Abbiategrasso e affidato alla Lipu: le sue piume appesantite e imbrunite diventano subito il simbolo del pericolo ambientale da fronteggiare in fretta. Un pericolo di cui si hanno le prime avvisaglie alle 14 di venerdì a Ponte Vecchio, dove gli operai del gruppo Cap, la società che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sono impegnati in un intervento di manutenzione sulle pompe di sollevamento della fognatura.  

Il cordone posato dai vigili del fuoco

Il cordone posato dai vigili del fuoco

L’ipotesi del furto di carburante  

Appena bloccano la prima per sostituirla, si accorgono subito di quel liquido estraneo, dalla puzza simile a quello del gasolio, ma non possono fare molto per impedire che tracimi nel Naviglio dalle feritoie che di solito fanno passare solo le acque piovane in eccesso. La macchina dell’emergenza si mette in moto immediatamente, cercando di anticipare il percorso inesorabile della macchia in espansione; le contromisure della prima ora prevedono la chiusura delle rogge irrigue per evitare che i terreni agricoli vengano contaminati e lo stop alla navigazione delle imbarcazioni. Nel frattempo, scattano gli accertamenti investigativi per identificare le cause: i primi sospetti si concentrano sull’oleodotto che corre verso Malpensa. Un paio di settimane fa qualcuno provò a rubare carburante; i controlli non rivelano falle né perdite. 

I vigili del fuoco al lavoro per i primi interventi di bonifica

I vigili del fuoco al lavoro per i primi interventi di bonifica

La pista investigativa 

Quindi, considerato che in quel punto non ci sono aziende e che nel tratto a monte l’acqua è pulita, resta solo una pista da battere: quella che porta all’atto volontario di chi si sarebbe liberato illecitamente degli idrocarburi, magari, come ipotizza chi sta partecipando alle operazioni di bonifica, provenienti dai fondi di un serbatoio. “Mi auguro che il colpevole, che spero venga assicurato alla giustizia quanto prima, abbia un sussulto di dignità ed orgoglio e si costituisca”, taglia corto il vicesindaco di Magenta Simone Gelli.

Il gasolio sversato nel Naviglio ha provocato una chiazza oleosa di 28 chilometri, ora i test di laboratorio sui campioni d'acqua. L’appello: “Il responsabile si costituisca”

In ogni caso, il lavoro incessante di vigili del fuoco, tecnici della Protezione civile e addetti di una ditta specializzata (in azione in cinque punti tra hinterland e capoluogo per riempire quattro autobotti di acqua nera aspirata dal Naviglio), con la supervisione sul campo dell’assessore milanese alle Opere pubbliche Marco Granelli, mette fine alla fase acuta dell’emergenza nel primo pomeriggio di ieri.

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