Il folklore tra antiche tradizioni e nuovi affari - L'Unione Sarda.it
Assemini.
20 luglio 2026 alle 01:46
Si celebra una vocazione condivisa mezzo secolo dopo l’esordio de Is ParigliasAd Assemini, il folklore non è solo memoria custodita tra i tessuti preziosi degli abiti tradizionali, ma un volano economico. La cittadina celebra un traguardo storico: i 70 anni del gruppo folk “Città di Assemini” e il cinquantennale di “Is Pariglias”, il festival che ha trasformato il comune in un centro per lo scambio culturale internazionale. Un doppio anniversario che invita a riflettere su come la tradizione, se ben orchestrata, diventi una risorsa strategica per l’economia e l’identità locale.
Volano economico
L’impatto di “Is Pariglias” va ben oltre il palco. Per il sindaco di Assemini, Mario Puddu, la rassegna è un pilastro per l’economia cittadina: «C’è un indotto diretto, perché genera un immediato ritorno economico per le aziende che collaborano con il gruppo folk, ma anche uno indiretto: la rassegna innesca un effetto a catena positivo a beneficio dell’intera rete dei servizi, in particolare del settore enogastronomico e ricettivo. Il Comune mette in campo tutto ciò che è necessario affinché queste tradizioni non solo sopravvivano, ma continuino a prosperare. Siamo orgogliosi di un festival che agisce da vero e proprio motore trainante, capace di valorizzare le eccellenze locali e far girare l’economia cittadina, trasformando la cultura in una risorsa per la crescita collettiva».
La gestione moderna
La storia di “Is Pariglias” è la cronaca di un’evoluzione necessaria. Se in passato la partecipazione si basava sulla generosità spontanea delle famiglie – che offrivano ospitalità e cibo agli artisti ospiti – oggi il festival è diventato una macchina organizzativa complessa. Maria Carmela Deidda, anima del gruppo folk da oltre cinquant’anni, ricorda bene questa transizione: dal volontariato familiare si è passati alla specializzazione ora richiesta dalle norme. Non ha però intaccato lo spirito originale. Anzi, la capacità di Assemini di connettere tradizioni lontane ha permesso al festival di ottenere riconoscimenti ufficiali di alto livello. Il segreto del successo è nell’aver trasformato il festival in un’“esperienza etnografica” immersiva, dove il legame col territorio non è solo estetico, ma esperienziale e produttivo.
L’evoluzione digitale
Come si tramanda l’identità in un mondo digitalizzato? La risposta di Assemini è nell’innovazione comunicativa. Il gruppo folk ha compreso che si deve parlare il linguaggio dei giovani. L’integrazione di strategie digitali, il ricorso ad addetti stampa specializzati e una gestione dell’immagine curata nei minimi dettagli hanno permesso di traghettare la cultura sarda nel contemporaneo. Il messaggio lanciato da Maria Carmela Deidda è emblematico: «Non vogliamo che il festival venga subito passivamente, ma vissuto». L’obiettivo per il futuro è chiaro: rendere le nuove generazioni protagoniste, capaci di interagire con gli ospiti internazionali e di gestire una piattaforma non più solo vetrina, ma laboratorio di dialogo globale.
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