Il finto imam di Pordenone fa infuriare i leoni da tastiera, ma la foto è di LeBron James
PORDENONE - È bastato un post semplice per far cadere nella rete vannacciani e non, comunque, tutti pronti a stracciarsi i capelli in difesa dello sport identitario, il calcio a cui l’italiano medio non rinuncia nonostante tutte le debacle mondiali. Tra indignazione digitale, da bar sport e cortocircuiti, la satira ha fatto centro. La bufera social è stata alimentata dal sempre attento popolo di “Pordenone allo specchio”. Surreale e scioccante il post alla lettura: «Lui è il nuovo imam della Moschea 23 di Pordenone Leeyah Brahim Jameeza, appena arrivato ha dichiarato: “Qua giocate tutti a calcio e il calcio è uno sport corrotto e da infedeli, farò pressioni affinché la pallacanestro diventi il nuovo sport nazionale qua in Italia, i bambini devono saltare in alto come se volessero abbracciare Maometto”».
Chi ha riportato il post, chiede a “Pordenone allo specchio”: «Cosa rispondiamo?».
A seguire, il festival del commento incontrollato. Prima, la linea dura dei confini. «Nemmeno è entrato in campo che già comanda? Tutti fuori dall’Italia e dall'Europa». Fa breccia il parallelismo ginnico-amoroso di chi ritiene che fare sesso può essere comparato allo sport. In fondo non ha tutti i torti, guardandolo come un’attività fisica di intensità moderata, così gli uomini bruciano in media circa 100 calorie e le donne circa 70 calorie (circa 3-4 calorie al minuto). Come una camminata a buon ritmo o a una partita a ping-pong, quindi, dire «anche fare sesso è una sana attività» non è una risposta sbagliata al quesito. La remigrazione a dorso di cammello è tra i commenti più gettonati, tra cui: «Se salti in alto...prendi prima il cammello e torni a casa». C’è anche chi bypassa l’odio razziale, concentrandosi sul calcio con ironia: «Che ha ragione se penso alla nomina di Malagó e all’ingaggio di Mancini».
Pronta la risposta da tifoseria, condita da un sottile sarcasmo con la coppa Cobram. Così ritroviamo persino chi s’immagina il fantomatico imam in perfetto stile fantozziano. Ma in fondo siamo pordenonesi e friulani: «Nuovo acquisto a gettone del Sistema Basket Pordenone per l’anno 2027; ingaggio corrisposto in frico e pitine…presentazione ufficiale alle Casette di Natale Pordenone che per l’occasione proporranno un menù islamico a base di radici e fasioi co le frisse…muset e brovada col lardo…in abbinamento a un refosco delle Grave». Un connubio culinario che farebbe impallidire qualsiasi nutrizionista, ma di fronte al forestiero si offre sempre un buon bicchiere di vino e un piatto di maiale, perché in fondo per il popolo della rete la vera integrazione passa per la cucina pesante delle nostre valli.
Tra gli sport a misura di seguace di Allah, s’invoca il tiro a piattello, la pesca allo strascico. Dietro al teatrino, la grande beffa dell’intelligenza artificiale e del re dei canestri, l’imam in questione non è altri che LeBron James, la leggenda della Nba di tutti i tempi, immortalato con il Qamis, la tunica bianca fino alle caviglie. Per chi non lo avesse riconosciuto, c’era un inequivocabile indizio nella fotografia: la scritta "GOAT" (Greatest Of All Time) incastonata nel mihrab della moschea, la nicchia architettonica riccamente decorata che indica la direzione della Mecca. Un acronimo che per i fan di basket significa il migliore di sempre.
Nella rete è finito anche Gianni Sartor, un consigliere comunale vannacciano che, evidentemente distratto non ha saputo resistere al richiamo della foresta digitale. Insomma, più Nba e meno tribuna politica, in alternativa una bella fetta di polenta con il frico per sbollire la rabbia.