Il debutto di Markus Walz con Royal Enfield è una cafè racer nera e pura - News - Moto.it

Da sempre sinonimo di preparazioni su base BMW, Walzwerk debutta per la prima volta su un altro marchio. La base è la Royal Enfield Interceptor, trasformata in una Cafe Racer in serie limitata da 36 esemplari, già sold out. Ma non è finita qui: in arrivo anche Scrambler e Roadster

6 agosto 2026

Markus Walz è uno dei preparatori più noti non solo in Europa e la sua reputazione è stata costruita special dopo special esclusivamente attorno al marchio dell'elica. Ecco perché per uno come lui cambiare base di partenza non è una decisione da prendere alla leggera e dichiara apertamente la volontà di aprirsi ad altri mercati, non solo in termini di gusti e clientela ma proprio geografici. La scelta è infatti ricaduta su Royal Enfield.

WalzWerk è conosciuta negli ambienti custom soprattutto per le sue Schizzo, trasformazioni di alto livello su base BMW che negli anni hanno consolidato l'immagine dell'azienda come laboratorio di riferimento per chi cerca una special dal carattere fortemente identitario. Il progetto Royal Enfield rappresenta quindi una discontinuità significativa nel percorso dell'azienda: la prima volta in cui lo stile e il metodo di lavoro tipici di Walz vengono applicati a una base meccanica diversa da quella bavarese. Ma proprio qui dobbiamo sottolinearlo subito: anche questa special, benché non abbia il boxer, è già a prima vista chiaramente una WalzWerk!

Una special "popolare"

La nuova nata si chiama semplicemente Royal Enfield Cafe Racer by WalzWerk ed è proposta in una prima serie speciale denominata "First Edition", composta da 36 esemplari numerati, già interamente esauriti. Chi ordina oggi deve mettere in conto tempi di attesa lunghi: le consegne sono previste per maggio 2027.

Il prezzo di partenza è di 14.900 euro, allestimento completo e garanzia inclusi. Una cifra che, spiega lo stesso Walz, corrisponde a circa la metà di quanto richiesto per le trasformazioni Schizzo su base BMW: l'obiettivo dichiarato è rendere una custom di alta qualità accessibile anche a un pubblico più giovane, senza però scendere a compromessi sulla cura costruttiva.

Cosa cambia dalla Interceptor standard?

Ma cosa cambia rispetto alla Interceptor base? Il primo dettaglio che si nota sono, anziché le ruote da 18" di serie, i cerchi in alluminio Excel da 17" (anteriore 3.00x17, posteriore 4.25x17 con gomma 170/60), scelta che orienta l'assetto verso una guida più sportiva e reattiva. Per accogliere la sezione posteriore maggiorata è stata sviluppata una trasmissione dedicata con catena DID 520 rinforzata e corona in alluminio specifica.

Sul fronte sospensioni, la forcella è stata abbassata di 50 mm e dotata di un kit cartuccia con molle progressive YSS, regolabile in precarico. Al posteriore trovano posto ammortizzatori YSS regolabili in altezza. Per compensare la modifica di assetto anteriore e mantenere corrette geometria e proporzioni, il forcellone è stato allungato di 30 mm tramite registri ricavati dal pieno.

Il telaietto posteriore è stato disegnato su tre differenti raggi di curvatura, un accorgimento pensato per seguire con precisione la linea del telaio originale ed evitare l'effetto sproporzionato che caratterizza molti kit aftermarket generici.

Il serbatoio è rimasto quello originale ma è stato verniciato nero e rifinito con filettature e scritte eseguite a mano a pennello, mentre un kit di boccole eccentriche sviluppato appositamente permette di riallineare la linea del serbatoio con quella del telaio e della sella. Mascherina e parafango anteriore mantengono una finitura nero opaco coordinata alla sella.

Non mancano le soluzioni pensate per pulire otticamente l'insieme: il blocchetto di accensione è stato riposizionato sotto l'iniezione, il radiatore dell'olio allineato ai tubi del telaio e il clacson nascosto sotto il serbatoio. A completare il quadro, semimanubri sportivi, strumentazione digitale compatta Moto Gadget, leve regolabili e componenti ricavati dal pieno, realizzati in collaborazione con Wunderkind Custom.

L'impianto di scarico è realizzato internamente da WalzWerk, con collettori disegnati per seguire l'inclinazione dei tubi inferiori del telaio e silenziatori omologati Euro 5 / Euro 5+, disponibili in versione ceramizzata nera o in acciaio spazzolato.

Il lavoro complessivo di alleggerimento porta il peso in ordine di marcia dai 215 kg della Interceptor di serie a circa 190 kg, un risultato di tutto rispetto per una trasformazione che mantiene comunque l'omologazione stradale.

Pure garantita

Nonostante la profondità degli interventi, la moto mantiene la garanzia ufficiale di fabbrica Royal Enfield, a cui si aggiungono due anni di garanzia ufficiale WalzWerk e l'omologazione TÜV, elemento non scontato per una special di questo livello di personalizzazione.

Il progetto Cafe Racer non è un episodio isolato. Walz ha già annunciato lo sviluppo di due ulteriori varianti sulla stessa base meccanica, quindi Royal Enfield Interceptor: una Scrambler e una Roadster. Visto l'impatto della prima, siamo molto curiosi di vedere il seguito. Chiaro dunque che come dicevamo si tratta di un'apertura verso Royal Enfield e non un esperimento occasionale, l'inizio di una linea di prodotto parallela a quella storica su base BMW. Di certo è una scommessa interessante per avere una base "fresca" ed economica che possa portare lo stile WalzWerk verso una nuova clientela.