Il corteo di Pap contro tutti. Attacchi a Coalizione civica
Cento manifestanti: "Il modello Lepore-Piantedosi ha testato qui la repressione"

La manifestazione in Bolognina

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Ancora una manifestazione in Bolognina, che grida contro la "strumentalizzazione del quartiere" e che ha respinto la ’ronda social’ degli "influencer neofascisti" e contestato il comizio di FdI di lunedì 14 settembre con la presenza di Galeazzo Bignami. E poi critiche al governo e all’amministrazione comunale, senza sconti nemmeno a Coalizione Civica. Il corteo lanciato dal Circolo Granma si riversa per le strade del quartiere popolare, con una passeggiata che invoca "la sicurezza sociale". L’iniziativa, promossa dal mondo di Isola Verde, il festival indipendente in corso al parco della Zucca e sostenuto da Potere al Popolo, Usb e i collettivi Cambiare Rotta e Osa, blocca ancora l’area del Navile, con traffico in tilt e bus e veicoli incolonnati. Questo per alzare la voce su tanti temi.
È la terza mobilitazione che riempie la Bolognina, dopo l’arrivo degli influencer anti-degrado, simpatizzanti di partiti di destra, e, lunedì pomeriggio, la contestazione di Bignami, capogruppo alla Camera di FdI. La ’passeggiata’ di ieri, iniziata in piazza dell’Unità e culminata al parco della Zucca, ha attraversato via Matteotti, spostando una transenna del cantiere ("È un po’ difficile muoversi, in mezzi a tutti questi lavori", punge un attivista) per sbucare in via Zampieri e arrivare sotto la Tettoia Nervi, sfilando di fianco all’ex Xm24. Da lì, il serpentone ha camminato lungo le vie Nicolò dall’Arca, di Corticella e Saliceto.
L’evento itinerante parte dal controllo ad alto impatto che ha bloccato, qualche giorno fa, una normale serata di Isola Verde, con controlli a tappeto. "Una provocazione, una repressione che colpisce le attività sociali che non sono allineate con l’amministrazione – dice un militante –. Ma la Bolognina, ogni volta che subisce un attacco, scende in piazza, dando una risposta collettiva, perché qui esiste la solidarietà sociale". Netto l’attacco al Comune, che "segue le politiche securitarie del governo Meloni. Siamo stati la prima città pressata dalla sperimentazione delle zone rosse, ancora in corso".
Critiche a Coalizione Civica: "Ce ne facciamo poco del capogruppo che si lamenta dei 700 giorni di zona rossa. Anche loro sono responsabili". Interviene anche Casa del Mondo, attaccata dalla ’ronda social’ di JollyTime e i colleghi di Dutch Travel Maniac la scorsa settimana. "Il modello Lepore-Piantedosi ci ha portato solo miseria e manganelli". E sulla speculazione edilizia: "Dobbiamo restituire pezzi di città privata al pubblico", considerando che la città "è sempre più privatizzata", chiude.
Mariateresa Mastromarino
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